'Basti pensare a quali ostacoli economici e organizzativi comporterebbe il dover sostenere un viaggio spesso molto lungo e costoso con mezzi di trasporto a capacità dimezzata, nonché la necessità di trovare in pochissimo tempo e per così pochi giorni un alloggio in città. Già questo palesa come questa decisione sia ingiusta e discriminante. Vi sono poi molti numerosi altri problemi, quali il cambiare in modo radicale le modalità di esame con così poco preavviso dopo un semestre condotto quasi interamente online ed il garantire appieno il pari trattamento tra gli studenti che conducono gli esami di profitto in presenza e a distanza, secondo linee comuni dettate dall’Ateneo ad ogni singolo professore. Manca proprio a questo riguardo un regolamento chiaro che normi le modalità di scelta per gli studenti tra la modalità in presenza e online nel caso l’Ateneo scelga la modalità mista. In molti dipartimenti in aggiunta, sono già da tempo state pubblicate le date d’esame e la possibilità di prenotarsi per esse, oltre che l’erogazione degli esami stessi - chiude Udu -. Sul lato sanitario, preoccupa l’idea di dover gestire la sanificazione degli ambienti e il rispetto di tutte le norme di sicurezza sanitaria fondamentali. Tutto ciò con il forte rischio di possibili ritorni in zona arancione/rossa e di improvvisi casi di positività che privino gli studenti della possibilità di sostenere l’esame prenotato, considerata la bassissima percentuale di studenti attualmente vaccinati e i tanti contesti familiari fragili. Queste e altre preoccupazioni sono contenute nella mozione che abbiamo presentato e approvato in Conferenza degli Studenti, grazie alla quale questa decisione così avventata potrà essere discussa negli organi maggiori.
Università, rientro in presenza a Modena: gli studenti dicono no
Udu Modena e Reggio: 'In meno di 24 ore abbiamo già avuto l'adesione di 2500 studenti e studentesse'
'Basti pensare a quali ostacoli economici e organizzativi comporterebbe il dover sostenere un viaggio spesso molto lungo e costoso con mezzi di trasporto a capacità dimezzata, nonché la necessità di trovare in pochissimo tempo e per così pochi giorni un alloggio in città. Già questo palesa come questa decisione sia ingiusta e discriminante. Vi sono poi molti numerosi altri problemi, quali il cambiare in modo radicale le modalità di esame con così poco preavviso dopo un semestre condotto quasi interamente online ed il garantire appieno il pari trattamento tra gli studenti che conducono gli esami di profitto in presenza e a distanza, secondo linee comuni dettate dall’Ateneo ad ogni singolo professore. Manca proprio a questo riguardo un regolamento chiaro che normi le modalità di scelta per gli studenti tra la modalità in presenza e online nel caso l’Ateneo scelga la modalità mista. In molti dipartimenti in aggiunta, sono già da tempo state pubblicate le date d’esame e la possibilità di prenotarsi per esse, oltre che l’erogazione degli esami stessi - chiude Udu -. Sul lato sanitario, preoccupa l’idea di dover gestire la sanificazione degli ambienti e il rispetto di tutte le norme di sicurezza sanitaria fondamentali. Tutto ciò con il forte rischio di possibili ritorni in zona arancione/rossa e di improvvisi casi di positività che privino gli studenti della possibilità di sostenere l’esame prenotato, considerata la bassissima percentuale di studenti attualmente vaccinati e i tanti contesti familiari fragili. Queste e altre preoccupazioni sono contenute nella mozione che abbiamo presentato e approvato in Conferenza degli Studenti, grazie alla quale questa decisione così avventata potrà essere discussa negli organi maggiori.
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