L’iniziativa si svolge nell’ambito della programmazione estiva di “santAGOstino: una piazza per la cultura” e consente di andare alla scoperta di uno dei più importanti interventi di rigenerazione urbana e culturale della città, il polo Ago – Modena Fabbriche Culturali, in vista delle prime aperture degli spazi restaurati e riqualificati del complesso edilizio con il primo stralcio dell’appalto.
Le visite guidate fanno parte del progetto “Per filo e per segno”, il percorso di esplorazione e valorizzazione delle tracce materiali e immateriali dell’antico complesso che, di pari passo con l’avanzamento dei lavori nel grande cantiere a cura di Fondazione di Modena, intreccia il racconto della storia secolare dell’edificio con il progetto architettonico firmato dallo studio Carlo Ratti Associati, attualmente in fase di realizzazione.
I partecipanti avranno l'opportunità di visitare luoghi ormai da anni inaccessibili al pubblico: a partire dallo storico accesso affacciato su piazza S.Agostino lato Berengario ma chiuso da decenni, arrivando all’area dell’ex ospedale militare, con i suoi doppi volumi, i solai lignei e i resti d'arredo originari, all’area demaniale con i Musei Anatomici e il Teatro Anatomico già restaurato, fino agli spazi destinati a trasformarsi nel FEM - Future Education Modena e nella futura Casa del Cibo, dove sono in corso interventi di recupero di elementi storici come le colonnine in ghisa e gli affreschi.
Nella foto sotto, il teatro anatomico

Nell’area che si affaccia su piazza sant’Agostino, inoltre, si potranno ammirare gli spazi che verranno destinati ad auditorium e alla biglietteria dell’intero complesso. Dal 18 luglio, con l’avvio degli spettacoli e degli incontri programmati nella piazza pedonalizzata e allestita dallo Studio Carlo Ratti e Associati richiamando gli interventi in corso nel cantiere, nell’area dell’ingresso ovest dell’edificio sarà possibile anche ammirare i rendering degli spazi riqualificati e seguire un video nel quale lo stesso Ratti, anche curatore della Biennale di Architettura di Venezia, racconta come cambieranno gli spazi dove si sta intervenendo.


