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Vittime delle Foibe, Modena ricorda

Vittime delle Foibe, Modena ricorda

Tante vittime innocenti, molte trucidate, e il dramma di moltissimi italiani, persone e famiglie costretti a fuggire dalle loro terre e dalle proprie case


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“Ricordare è un dovere politico e morale”. Lo ha detto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli alla celebrazione del Giorno del Ricordo dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata, che si è svolta questa mattina in piazzale Natale Bruni. “Siamo insieme oggi – ha aggiunto Muzzarelli - come in tutti i momenti di ricordo e riflessione in questi anni, segno della volontà della nostra città di riaffermare i principi di pace, uguaglianza e dignità di ogni donna e ogni uomo, su cui abbiamo costruito il nostro benessere e la nostra libertà”. La cerimonia, promossa dal Comune insieme all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, è stata aperta dall’arcivescovo Erio Castellucci che ha benedetto il Monumento di pietra carsica intitolato “Ai figli di Istria, di Fiume, di Dalmazia, italiani per stirpe lingua e cultura, martiri in foiba in mare in prigionia, esuli nel mondo per amor di patria”, al quale è stata deposta una corona dall’alloro.
Insieme con il sindaco Muzzarelli e il generale Giampaolo Pani, presidente dell'’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, hanno partecipato alla cerimonia, tra gli altri, il prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, la presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti, il presidente della Provincia di

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Modena Gian Domenico Tomei, autorità civili e militari.
Dopo la cerimonia, l’arcivescovo Castellucci ha celebrato la messa nella chiesa monumentale del Tempio dei caduti.
'Tante vittime innocenti, molte trucidate, e il dramma di moltissimi italiani, persone e famiglie costretti a fuggire dalle loro terre e dalle proprie case. Non si possono dimenticare, rappresentano l'ennesimo monito che la storia ci consegna affinché l'uomo non ricada nell'orrore. E conservare la verità storica del nostro passato, con obiettività, vuol dire anche guardare con speranza al futuro, per evitare appunto che i drammi si perpetuino e che sul sacrificio dei nostri connazionali non prevalga il silenzio”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. “Oggi viviamo in un’Italia che deve guardare alle lezioni del passato per trarne un insegnamento, e ciò che accadde sta a testimoniare come ogni razzismo e ogni discriminazione etnica siano alla base della storia più drammatica, scritta dall’odio. Una memoria condivisa e veritiera serve a farci capire come i muri, le divisioni siano un’aberrazione che si contrappone alla libertà, alla civiltà, alla democrazia”.

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