'Proprio oggi, nelle stesse ore in cui la Regione Emilia-Romagna annunciava lo stanziamento di fondi per ristrutturare il presidio integrato di Polizia Locale e Polizia di Stato all'autostazione, si apprendeva di un'altra violenta aggressione in zona stazione, ai danni di una giovane donna arrivata in treno a Modena per frequentare un corso di formazione. Un fatto gravissimo, a conferma di uno stato di emergenza costante che interessa questa zona della nostra città, nonostante sia tra quelle teoricamente più monitorate'. Così Antonio Platis ed Enrico Fontana di Forza Italia Modena.
'Da una parte una ragazza che in pieno giorno subisce un'aggressione a pochi passi dalla stazione ferroviaria, in un'area che dovrebbe essere presidiata e sicura; dall'altra la Regione che pensa al rifacimento dei locali e delle vetrate del presidio integrato all'autostazione, per 'migliorare la visibilità verso l'esterno'. Suona quasi come una presa in giro, anzi lo è, per chi ogni giorno vive e attraversa quei luoghi con timore, nonostante la presenza di quel presidio, la cui efficacia non aumenterà certo grazie a qualche vetrata nuova. Né basteranno qualche telecamera in più e qualche tutor di strada a colmare ciò che manca davvero: agenti in strada, in numero adeguato e con continuità.
Si tratta dell'ennesima operazione di propaganda a cui i modenesi sono purtroppo già abituati. Basti pensare all'R-Nord, dove è stato creato ex novo un posto fisso di Polizia Locale che non ha risolto i problemi del comparto, tantomeno quelli del quartiere. Lo stesso vale per gli ex punti 'Città sicura' al parco XXII Aprile, nella zona del Tempio e, più di recente, in piazza Matteotti: progetti costosi che non hanno prodotto risultati duraturi e, in alcuni casi, sono stati abbandonati dopo pochi mesi dall'avvio - spiegano Platis e Fontana -. Anziché occuparsi del maquillage di vecchie mura, Regione e Comune, che cofinanziano l'intervento, dovrebbero, ciascuno per le proprie competenze, investire sulla Polizia Locale, garantendo organici, strumenti e condizioni di servizio adeguati a chi affronta situazioni sempre più pericolose all'esterno di quelle mura. Le zone delle stazioni, ferroviaria e delle autocorriere, sono l'esempio di una politica che, anziché affrontare i problemi reali, preferisce moltiplicare gli interventi di facciata, spendendo risorse pubbliche in progetti inefficaci e lontani dalle esigenze espresse dai cittadini. Fino ad arrivare al paradosso del Drop-In davanti alla Porta Nord della stazione: una scelta che, a nostro avviso, rischia di aggravare la concentrazione di situazioni di degrado, spaccio e tossicodipendenza in un'area già fortemente problematica.

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