Due giorni dopo la conquista della Coppa Italia – la 15esima nella storia del club, la quinta personale per il tecnico – arriva dunque l’annuncio della società bianconera che mette alla porta Allegri. A costare l’esonero al tecnico quanto accaduto sia nel finale di partita che dopo: il livornese ha perso le staffe contro l’arbitro Maresca, togliendosi giacca e cravatta, fino a essere espulso. Anche durante i festeggiamenti il 56enne mister toscano non è apparso sereno (le telecamere lo hanno inquadrato mentre cercava di allontare qualcuno dal campo, l’impressione è che si trattasse del ds Giuntoli), ma il peggio è arrivato nei pressi della sala stampa, con tanto di aggressione e minacce verso il direttore di Tuttosport Guido Vaciago (proprio oggi i due si sono incontrati e stretti la mano chiudendo la vicenda) per le quali la società si è scusata.
Un Allegri esageratamente nervoso, forse sfinito anche dai rumors sul suo futuro – da settimane si parla dell’arrivo di Thiago Motta sulla panchina bianconera sebbene il tecnico abbia un altro anno di contratto – e che non è riuscito a ripetere i fasti della sua prima vita juventina. Se dal 2014 al 2019 era riuscito a conquistare cinque scudetti, 4 Coppe Italia e due Supercoppe Italiane oltre a giocare due finali di Champions, il triennio 2021-24 (contrassegnato dai problemi societari tra inchieste, dimissioni e bilanci da sistemare, senza dimenticare i casi Pogba e Fagioli della stagione che sta per concludersi) è stato ben più avaro di soddisfazioni, con la Juve mai in lotta per vincere il campionato, deludente in Europa e con la Coppa Italia conquistata a Roma contro l’Atalanta come unico trofeo alzato al cielo.
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