L’esonero di Sottil, comunicato dalla società, non arriva certo come un fulmine a ciel sereno; era ormai nell’aria che la società stesse facendo approfondite valutazioni; il silenzio, assordante, calato all’indomani della sconfitta contro la Juve Stabia, da parte della società, era carico di significati. A volte il silenzio vale più di tante parole, e quello del Modena calcio, in questi ultimi giorni, valeva più di tante dichiarazioni.
Lo stesso Sottil sembrava presagire il suo destino; il mister aveva fatto sapere che sarebbe stato felice di rimanere, consapevole del suo lavoro: una sincera dichiarazione di intenti e di disponibilità, come se stesse presagendo il suo futuro, rimettendolo nelle mani della società.
La società ha scelto la discontinuità, perché probabilmente il progetto-Sottil non è forse mai decollato; al di là di valutazioni tecniche, di campo, di gioco, delle scelte del mister, restano i numeri a testimoniare che il Modena non è mai decollato; anzi i numeri, del tutto insufficienti, dimostrano che il Modena di Sottil, escluse le prime nove partite, non era poi forse questa gran cosa.
Senza andare a ribadire numeri triti e ritriti, due dati spiccano su tutti: il Modena quest’anno ha perso 13 partite su 38, quasi 1 su 3; le sconfitte
sono tutte arrivate tra le decima e la trentottesima, vale a dire in 29 partite; quasi una sconfitta ogni due partite; nelle ultime 8 gare disputate, 7 di campionato più il playoff, il Modena ha vinto una sola volta (con la Reggiana) conquistando sul campo 5 punti (1 vittoria, 2 pareggi, 5 sconfitte), alla media punti di 0,62 a partita.La squadra è andata in discesa, ha fatto troppo poco, e il mister non è mai stato in grado di dare una sterzata seria e decisa verso qualcosa di diverso; a questo si aggiungono alcune rigidità tattiche del mister, come ad esempio una fedeltà assoluta al modulo, che a volte è diventata un limite delle squadra; oppure alcune scelte tecniche nella gestione del gruppo e durante le partite, che non sono apparse particolarmente lucide e convincenti.
La società ha probabilmente voluto evitare l’errore che fece un paio di anni fa, quando sull’onda dell’entusiasmo decise di confermare Bisoli salvo poi pentirsene amaramente; meglio voltare pagina e ripartire con convinzione con profili nuovi, nuovo entusiasmo, e nuove prospettive di crescita e di miglioramento.
Corrado Roscelli



