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Nuovo Modena, basta chiacchere: il Comune misurerà chi fa sul serio

Nuovo Modena, basta chiacchere: il Comune misurerà chi fa sul serio

Nei prossimi giorni un avviso pubblico per verificare nomi, trasparenza, solidità e prospettive degli interessati a garantire un futuro alla società gialloblù


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Fino ad ora i soggetti interessati dichiaratamente o potenzialmente interessati all'acquisizione e alla rinascita del Modena calcio sono quelli citati dagli organi di informazione. Da un lato la compagine formata da omonimi, Romano Sghedoni (Patron Kerakoll), e Romano Amadei (Patron Immergas, già alla guida del Modena calcio). Dall'altro, per ora più strutturata, la cordata (ancora anonima nei singoli partecipanti), coordinata dall'Avvocato Modenese Prof. Gianpiero Samorì. Che nei giorni scorsi aveva chiesto ufficialmente un incontro con il Comune. Che oggi ha di fatto risposto, non ai singoli ma a tutti i potenziali acquirenti. E lo ha fatto annunciando un avviso pubblico, sancito da una delibera, per verificare con trasparenza i soggetti interessati ed i progetti sportivi. Come dire, tiriamo una linea e verifichiamo nel concreto, oltre ai nomi, la solidità e la garanzia offerta dalle singole proposte. 

Verificandone la reale esistenza, la solidità e la sostenibilità dei progetti calcistici, capaci - si legge in una nota del Comune  - 'di cogliere già dalla prossima stagione, ma per almeno un triennio, l’eredità sportiva del Modena Fc e accertare la possibilità di un utilizzo continuativo dello stadio comunale Alberto Braglia ed eventualmente delle infrastrutture collegate'

Un avviso pubblico che si concretizza di fatto

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in una indagine conoscitiva che il Comune di Modena lancerà nei prossimi giorni pubblicando, per 20 giorni, l'avviso pubblico rivolto a soggetti singoli o raggruppati interessati a rappresentare la città in un campionato ufficiale di calcio della Lega nazionale dilettanti della Figc per la stagione sportiva 2018-2019, raccogliendo così la tradizione sportiva ultracentenaria del Modena Football club.

Le domande che verranno raccolte saranno esaminate da una commissione che si potrà avvalere anche di tecnici ed esperti esterni all’amministrazione comunale per valutare sostenibilità e adeguatezza dei progetti presentati. Nessun incontro preliminare quindi con chi, reputandosi pronto, aveva chiesto di essere ricevuto. Il Comune detta per cosi dire le regole di ingaggio, uguali per tutti, ponendo domande e richieste capaci di testare la solidità e le garanzie dei progetti sportivi ed imprenditoriali presentati. 

Il progetto che otterrà una valutazione positiva potrà godere del sostegno del Comune nei confronti della Figc e della Lega nazionale dilettanti ai fini dell’ammissione al campionato in rappresentanza della città di Modena. La selezione, comunque, non sostituisce la procedura di ammissione prevista dai regolamenti federali.

Con l’indagine conoscitiva - si legge nella nota diffusa dal Comune -  si intende raccogliere elementi informativi in maniera trasparente sul progetto sportivo

in una prospettiva triennale sia riguardo all’organizzazione e alla gestione della prima squadra sia rispetto alla valorizzazione del settore giovanile ed eventualmente di quello femminile, ma anche sui progetti di valorizzazione e marketing territoriale relativi alla storia calcistica della città e al coinvolgimento della tifoseria, così come su possibili progetti di rilevanza sociale.

Oltre al progetto sportivo, però, dovrà essere presentato anche un piano economico triennale, il più possibile dettagliato nelle diverse componenti, con l’elenco di sponsor e sostenitori già individuati e l’eventuale previsione di reimpiego del personale della società Modena Fc srl. Serviranno anche indicazioni precise sulla composizione del soggetto societario, referenze bancarie e una garanzia fidejussoria di 50 mila euro per l’utilizzo dello stadio Braglia, oltre all’impegno a stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile.

Per il Braglia si prevede la richiesta per l’utilizzo come campo gara principale alle condizioni previste dalle tariffe comunali, più l’eventuale richiesta di utilizzo delle altre strutture annesse all’impianto.

La delibera ricorda nella premessa le vicenda della società calcistica, radiata dalla Figc dai campionati professionistici il 6 novembre 2017 e dichiarata fallita poche settimane dopo (il 28 novembre) dal Tribunale di Modena, con lo stadio Braglia che nel frattempo era tornato nella

piena disponibilità del Comune dopo la revoca della concessione a causa delle numerose mancanze rilevate nella gestione e nella manutenzione dell’impianto sportivo, oltre che per le inadempienze finanziarie della società guidata da Antonio Caliendo.

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