La sconfitta casalinga contro il Monza,
ieri sera allo stadio Braglia, con un 2-1 che allunga la striscia nera del Modena a quattro ko nelle ultime cinque gare, lascia in eredità più rabbia che risposte. Nella conferenza stampa post partita, l'allenatore gialloblù Andrea Sottil costruisce quasi un’autodifesa della prestazione, per spiegare un risultato che pesa come un macigno dopo settimane difficili.Il tecnico parte da un presupposto chiaro: il primo tempo del Modena è stato il migliore della sua gestione. Lo definisce fantastico, dominato in lungo e in largo, con il Monza costretto a soffrire in costante difficoltà. Un primo tempo così, nella sua analisi, avrebbe dovuto indirizzare la partita verso un vantaggio più largo, un 2-0 che per gli avversari sarebbe stato una botta tremenda. Ma il calcio, insiste Sottil, non si gioca sui meriti parziali. Le gare durano cento minuti, sono fatte di momenti, e la squadra gialloblù non ha avuto la ferocia necessaria per chiuderla quando poteva.Il punto che fa più male, e che per Sottil diventa la chiave di lettura del ko, è la modalità con cui il Modena ha incassato i gol. Due palle inattive, due situazioni che definisce inaccettabili per una squadra che vuole costruire un percorso solido.
Una punizione morbida, un cross lento, una palla messa dentro piano che diventa comunque letale perché la squadra è ferma, passiva, poco attenta alle marcature.Quando gli viene chiesto se mentalmente si sia rotto qualcosa nello spogliatoio, Sottile non parla di crollo psicologico, ma di una squadra che ha bisogno di ritrovare serenità e lucidità mentale.
La scelta di togliere Massolin, il migliore del primo tempo, viene spiegata in quest’ottica: non un cambio punitivo, ma una necessità tattica. Il centrocampista 'era bollito, stanco dopo settanta minuti di altissimo livello, e contro una squadra come il Monza, appena retrocessa dalla Serie A e forte di un organico superiore, perdere l’equilibrio in mezzo avrebbe significato rischiare l’imbarcata, perdere palloni sanguinosi e prendere tre gol in cinque minuti'
Il valore dell’avversario diventa un’altra cornice con cui Sottil prova a nobilitare la sconfitta: il Monza non è una squadra qualunque, è una squadra forte, costruita da Serie A, con lo stesso attacco della scorsa stagione. Perdere contro un avversario così, nella sua lettura, non cancella l’ottima performance complessiva della squadra, che ha cercato di fare la sua partita fino alla fine, creando anche l’occasione del pareggio con la palla di Sersanti, non sfruttata.In chiusura Sottil ribadisce che nel calcio contano i risultati e che gli episodi vanno determinati, non subiti.
La colpa è del Modena se non ha portato a casa più punti.Il problema, però, è proprio nella sua stessa frase più rivelatrice: “Siamo qua a dire le stesse cose”. Perché se gli errori si ripetono, non sono più episodi, ma segnali. E il Modena, oggi, sta pagando esattamente questo: una fragilità nei momenti chiave che vanifica il buono costruito prima.
Si ringrazia Modenelli per il contributo tecnico della sala stampa