Articoli Politica

Più velox, più multe: il Comune ne prevede per 24 milioni all'anno

Più velox, più multe: il Comune ne prevede per 24 milioni all'anno

Continua ad aumentare la voce di bilancio. E insieme il fondo dei crediti non esigibili per per coprire il buco di quelle non pagate


3 minuti di lettura

Per il 2026 il Comune di Modena prevede 22,34 milioni di euro di sanzioni per violazioni al codice della strada, che diventano 24,84 milioni negli anni successivi. Una cifra imponente, che supera di gran lunga quella di molti capitoli strategici del bilancio e che continua a crescere in modo costante. E' quanto emerge dal bilancio presentato dal sindaco di Modena e approvato dal Consiglio Comunale la scorsa settimana. Una cifra sempre più grande, di anno in anno, insieme al Fondo per crediti di dubbia esigibilità. Ovvero quel fondo che negli equilibri di bilancio va a compensare l'ammanco ormai strutturale che dice come circa il 46% delle sanzioni comminate lo stesso Comune prevede già di non incassare. Significa prevedere, e sancirlo come dato strutturale che quasi il 50% delle multe non verrà pagata.
Nel 2026 il Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, (FCDE), legato alle sanzioni, raggiungerà i 10,47 milioni di euro, destinati a salire fino a 11,55 milioni negli anni 2027 e 2028. In pratica, quasi la metà delle somme iscritte a bilancio viene considerata 'a rischio'.
Le percentuali parlano da sole: 48,5% di accantonamento sulle sanzioni ex art. 208, 42,7% sulle sanzioni ex art. 142, e 46,5% il tasso medio complessivo.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme

Più aumentano le multe, più cresce il fondo da accantonare, più il Comune deve fare affidamento su nuove entrate per mantenere gli equilibri. Un dato che non è solo economico, ma politico. Quando una voce come le sanzioni stradali supera il 10% del bilancio, la percezione pubblica cambia: non si tratta più di un’entrata eventuale, ma di una leva strutturale. Nell'ultimo consiglio comunale e nella presentazione della manovra, l'assessore al Bilancio Vittorio Molinari ha contrastato chi giudica l'aumento degli introiti da sanzioni, e degli strumenti automatici per farle, funzionale a fare cassa in quanto i soldi incassati al netto del fondo, sarebbero vincolati a interventi e investimenti per migliorare la sicurezza stradale. Ma il rischio che sotto l'aspetto dell'opportunità questa dinamica sollevi qualche dubbio, c'è. Perché la sicurezza stradale (che purtroppo i dati drammatici confermano non aumentare), viene posta da cornice etica ed obiettivo politico alla base dell aumento di apparecchi elettronici capaci di elevare multe in automatico e sia, conseguentemente, sanzioni.

Come vengono spesi i proventi

La Giunta, con l’atto 562/2025, ha destinato le risorse nette (al netto del FCDE) secondo le finalità previste dalla legge nazionale, ovvero 4,21 milioni per interventi di sicurezza stradale (50% dei proventi ex art. 208), e 3,44 milioni per le finalità dell’art. 142 (100% dei proventi).
In sostanza di quei 24 milioni, meno di un terzo andrà realmente a finanziare progetti per la sicurezza stradale. Senza considerare che, come diverse volte è stato documentato rispetto ai bilanci passati, all'interno di questo capitolo sulla sicurezza stradale, vengono inseriti gli acquisti di apparecchi per la rilevazione elettronica e automatica delle sanzioni. Un meccanismo che si autoalimenta in cui l'aumento degli strumenti genera più multe, più multe generano maggiori introiti e più introiti andranno all'acquisto di altri strumenti che in nome della sicurezza stradale faranno più multe.
Ma guardiamo, al netto dei soldi vincolati a interventi sulla sicurezza dove andranno le altre risorse da proventi da sanzioni: 170.000 euro saranno destinati al fondo di previdenza complementare del personale della Polizia Locale, e 669.500 euro per il trattamento accessorio del personale
La quota vincolata complessiva ammonta a 10,15 milioni, di cui:3,1 milioni in spesa corrente e 7,04 milioni in investimenti per la sicurezza stradaleUna parte significativa delle risorse, dunque, rientra nel sistema che le ha generate: personale, sicurezza, infrastrutture. Ma resta il nodo politico di fondo: la sicurezza stradale dovrebbe ridurre le infrazioni, non alimentare un flusso crescente di entrate.
La crescita costante dei proventi e del fondo crediti inesigibili suggerisce un equilibrio fragile, basato su una voce che per sua natura dovrebbe diminuire nel tempo, non aumentare.
Un equilibrio che rischia di trasformare uno strumento di sicurezza in una necessità finanziaria.Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati