Lo dimostra il carpigiano che nei giorni scorsi ha deciso di donare 280mila euro all'ospedale di Carpi restando nel completo anonimato, ma esistono tanti esempi meno vistosi di questa generosità silenziosa e sommersa. Piccole perle di umanità che si materializzano lontano da riflettori e che rifiutano lustrini e paillettes. Una umanità lontana da pranzi di solidarietà per i bisognosi nei quali i politici di turno si immortalano e pubblicano sui social i volti degli stessi 'beneficiati' dalla loro magnanimità e lontano dalle campanelle, dalle giacche e cravatte e dai diamanti dei service dei club esclusivi di turno. Raccontando questa solidarietà celata, certamente le si toglie una patina di purezza, ma forse - sempre garantendo la riservatezza degli autori - si offre un esempio di come a volte le persone possano stupire, mostrare una bontà fuori da ogni tornaconto e applauso.
E' il caso di una famiglia modenese, padre e madre che lavorano e con due figli, che ha deciso di pagare le cure nel paese di origine al figlio della badante della propria vicina di casa: non un prestito, ma un regalo che non chiede nulla in cambio. E' il caso di un piccolo artigiano che ogni anno devolve una parte del suo compenso a una associazione di pubblica assistenza, con l'unica condizione che questa non ne riveli il nome. E' il caso di un anziano di un Comune della provincia di Modena, vedovo da qualche anno, che per mesi ha ospitato gratuitamente nel proprio appartamento sfitto una mamma con la figlia in difficoltà.
Una generosità che può essere tradita, che può essere destinata a persone che, come spesso si afferma, 'non la meritano' e che quasi sempre, implica tempo, fatica e problemi. Eppure, ogni giorno tanti uomini, senza che nessuno ne sia a conoscenza, corrono il rischio di metterla in campo nonostante tutto. Al di là di meriti o ragionamenti. Atti di umanità che non finiscono nei 'bilanci sociali' delle aziende e che non ricevono consensi né risposte alla propria vanità. Una generosità che non risponde a un orientaleggiante karma che restituisce in futuro il bene fatto, che non ha bisogno di un Dio fatto su misura da compiacere e che non aiuta nemmeno a sentirsi meglio. Una generosità che non rende migliori, che non sana abissi e contraddizioni di ciascuno, ma un gesto folle, irrazionale e scandaloso.
Giuseppe Leonelli

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