Si è tenuta poco fa ad Ancona, la conferenza stampa attraverso la quale Procura e carabinieri hanno illustrato i dettagli che hanno portato a sette arresti per la strage della discoteca la Lanterna Azzurra di Corinaldo, quando nella notte tra il 7 e l'8 dicembre scorso, nel corso del concerto di Sfera Ebbasta, morirono 5 giovani tra i 14 e i 16 anni e una mamma di 39 anni. Per sei dei modenesi arrestati l'accusa è di omicidio preterintenzionale, un settimo era ricettatore.
Si tratta di un gruppo di giovani dai 19 a 22 anni che sistematicamente effettuavano furti su commissione sfruttando situazioni di assembramento ed eventi musicali, a Corinaldo utilizzando come noto lo spray al peperoncino.
Per tutti gli arrestati era stata notata la presenza nel marchigiano per furti già commessi. In particolare due di questi avevano precedenti per furto con strappo in discoteca di monili degli avventori, ma senza peperoncino.
La ricostruzione del gruppo criminale è stata effettuata anche grazie all'analisi delle celle telefoniche che confermano la loro presenza a Corinaldo nella tragica notte del 7 dicembre. Quella sera, l'utilizzo dello spray urticante fu usato dalla banda per 5 rapine.
Gli arrestati
Gli arrestati sono Badr Amouiyah,19enne nato a Modena e residente a San Prospero, Moez Akari, 22enne, nato a Tunisi e residente a Castelnuovo Rangone, Andrea Cavallari, 20enne nato a Modena e residente a Bomporto, Ugo di Puorto, 19enne nato ad Aversa e residente a San Prospero, Sohuibab Haddada, 21enne nato in Marocco e residente a Bomporto, Raffaele Mormone, 19enne, nato a Modena e residente a San Cesario sul Panaro i quali, unitamente ad un diciannovenne deceduto nel corso dell’indagine a seguito di un incidente stradale, la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 erano presenti all’interno della “Lanterna Azzurra Clubbing” di Corinaldo.
Si tratta di giovani disoccupati o con lavori saltuari che avevano un tenore di vita alto dovuto alla loro attività criminale.
La refurtiva veniva di volta in volta consegnata ad un “compro-oro” di Castelfranco Emilia il cui titolare, Andrea Balugani, 65enne, anch’egli arrestato, contattato dopo i furti, garantiva una rapida monetizzazione dei monili rubati. I proventi illeciti, che mediamente potevano aggirarsi intorno ai 15.000 euro al mese all’incirca per un totale di 500 grammi di oro al mese, venivano poi suddivisi in parti uguali tra i componenti della banda.
Altri episodi e modus operandi
Gli indagati hanno sempre agito in gruppo e con un “modus operandi” consolidato. In particolare: alcuni avevano il
Le investigazioni hanno permesso di accertare nei confronti dei membri dell’organizzazione la responsabilità dei seguenti ulteriori episodi:
- un furto con strappo commesso nella notte tra il 9 e 10 marzo 2019 presso la discoteca “Dorian Grey” di Verona;
- un furto commesso nella serata del 30 marzo 2019 all’interno dell’area di servizio “Esino Ovest” di Chiaravalle (autostrada A/14);
- due furti con strappo commessi nella notte tra il 30 e 31 marzo 2019 presso la discoteca “Mia Clubbing” di Porto Recanati (MC);
- 5 furti con strappo commessi nella notte tra il 4 e 5 maggio 2019 presso la discoteca “Made Club” di Como e “K-Klass” di Tavernerio (CO).



