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Finale Emilia, Mirella Ansaloni è stata uccisa a bottigliate in casa sua da tre giovani marocchini

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Fermati dai Carabinieri due 19enni e un 22enne appartenenti a famiglie 'integrate' di Finale Emilia. La vittima conosceva uno di loro. Con l'intenzione di derubarla i tre si erano introdotti in casa sua con la scusa di un bicchiere d'acqua. Poi l'avrebbero uccisa e derubata di due collane, una ritrovata in un compro-oro a Milano


Finale Emilia, Mirella Ansaloni è stata uccisa a bottigliate in casa sua da tre giovani marocchini

Mariella Ansaloni, la donna di 79 anni trovata morta nella sua abitazione di Finale Emilia il 18 settembre scorso, non è caduta accidentalmente, provocanddosi ferite mortali, ma è stata brutalmente uccisa da tre giovani di origine marocchina, residenti da anni nella zona, uno di loro conosciuto dalla vittima come vicino di casa, appartenenti a famiglie che il Procuratore capo della Repubblica Lucia Musti ha tenuto a sottolineare essere 'perfettamente integrate' nel tessuto socio-economico della zona. Dopo il fermo dei Carabinieri, avvenuto ieri sera, il gip dovrebbe convalidare l'arresto. Per i tre l'accusa è di omicidio volontario e di rapina. Si sarebbero introdotti nell'appartamento della donna con l'intenzione di rubarle i preziosi ma a seguito della sua reazione l'avrebbero brutalmente uccisa.

La dinamica dell'omicidio
I tre giovani sono amici da una vita.


Uno di loro aveva abitato fino a poco tempo prima nell'appartamento adiacente a quello della vittima e, nonostante il trasferimento, aveva a disposizione le chiavi. L'intenzione dei tre era chiara. Rubare i preziosi della signora. Dopo avere tentato di entrare nell'appartamento - è stato spiegato dai Carabinieri nel corso della conferenza stampa presso il comando provinciale di Modena - hanno aspettato la signora, approfittando del locale ancora accessibile di uno dei tre.
All'ora di pranzo Mirella Ansaloni torna a casa, dopo avere fatto la spesa. I tre le chiedono di potere entrare, con la scusa di prendere un bicchiere d'acqua. Da lì la mattanza. Prima la richiesta di farsi consegnare i valori e di fronte alla reazione della donna, la violenta aggressione. I tre le avrebberp strappato la catenina che portava al collo poi l'avrebbero presa a bottigliate.

Una serie di colpi mortali per la donna il cui corpo è caduto a terra senza vita. Uno dei tre si è recato nella camera da letto, prelevando un collier d'oro e trenta euro lasciati sul comodino. Poi la fuga.
Il corpo della donna è stato trovato pochi giorni dopo a seguito della segnalazione di alcuni vicini che non l'avevano più vista. Da un primo momento sembrava che la morte fosse stata provocata da un incidente e da una caduta causata da uno svenimento (possibile a seguito dei farmaci che la donna utilizzava).  'Ma qualcosa - ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri di Modena Balboni - ci ha fatto capire che i conti su quella morte non tornavano'. Anche da qui la decisione di sigillare l'appartamento. Decisione che ha consentito ai Ris di Parma di svolgere indagini accurate in un ambiente non contaminato. E i risultati, incrociati con quelli dell'autopsia che nel frattempo confermavano la morte violenta e provocata, hanno dato certezza ai dubbi. Da qui le indagini, prima a 360 gradi, poi focalizzate sui tre giovani. 
Decisivo un sms inviato da una signora vicina di casa che il giorno della violenta aggressione aveva notato uno dei tre ragazzi (che aveva abitato vicino alla signora), aggirarsi con fare sospetto proprio davanti all'abitazione.
Un aspetto segnalato direttamente al marito via telefono e che raccontato agli inqurenti ha permesso di risalire all'ora e all'identità del giovane che proprio in quel momento, dopo l'omicidio, era uscito dalla casa per controllare che nessuno si fosse accorto di nulla. Da qui i Carabinieri sono risaliti agli altri due, appartenenti a famiglie di marocchini che da anni vivono e lavorano a Finale Emilia.

Dopo l'omicidio il divertimento a Ferrara e Milano
Dopo aver ucciso la donna i tre giovani marocchini si sono recati in bus a Ferrara per trovare altri amici. Lì hanno speso i 30 euro. Poi, due di loro, in treno e senza biglietto, e per questo multati dal controllore, si sono diretti verso Milano. Dove hanno venduto il collier in un Pronto Oro per 500 euro. Soldi sufficienti a fare un po' di bella vita per due giorni nel capoluogo Lombardo prima del ritorno a casa. Inconsapevoli che i Carabinieri da li a poco si sarebbero messi sulle loro tracce. Gli indizi raccolti nell'abitazione da subito posta sotto sotto sequestro, hanno consentito di chiudere il cerchio sulle presunte responsabilità dei tre. Nella tarda serata di ieri il fermo da parte dei Carabinieri in attesa della convalida del GIP

Nella foto, da sinistra, il Comandante dei Carabinieri di Carpi Iacovelli, il Procuratore capo della Repubblica Musti ed il Comandante provinciale dei Carabinieri di Modena Balboni nel corso della conferenza stampa presso il comando provinciale di Modena



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