Non più lo sguardo fiero del tempo in cui all'ombra della Ghirlandina non si muoveva foglia senza il suo consenso, non più la sfrontatezza dell'autocelebrazione dell'uomo forte. In quella camminata lenta, nel porticato che conduce dal municipio al Duomo, si poteva intravedere la consapevolezza della fine di un decennale autoreferenziale fulgore.
Poco prima il suo successore, Massimo Mezzetti, con un comunicato stampa metteva infatti una definitiva pietra tombale su uno dei capisaldi dell'era di Muzzarelli: la raccolta differenziata porta a porta e la relativa sudditanza del Comune di Modena rispetto a Hera. 'All’inizio di settembre un tavolo tecnico avrà il compito, entro un mese, di individuare le alternative al metodo dei 'sacchi a terra', definendo tempi e modalità attuative' - si legge nella nota del Comune. Tradotto: addio ai rifiuti in strada, addio al porta a porta, almeno come lo abbiamo inteso sinora a Modena.
Certo, Hera non ha gradito, ma si è adattata: Mezzetti, insieme allo scudiero Zanca, ha mantenuto la promessa elettorale e, con poche righe, ha smentito l'intera politica ambientale del suo predecessore e dell'ex assessore Filippi. Già, perchè il tandem Muzzarelli-Filippi sul porta a porta si era giocato faccia, reputazione e parola, con tanto di incontri nei quartieri e fiumi di interviste per difendere il progetto pensato in tandem con la multiutility.
Un lavoro che Mezzetti ha annullato in poche settimane. E così, a Muzzarelli, in un afoso pomeriggio d'estate, non è rimasto che passeggiare solo, con la giacca sulla spalla riflettendo sul tempo che fugge e sulla effimera gloria umana. Del resto, se nemmeno il colosso Hera è bastato a salvare le sue politiche ambientali, fors'anche la sua candidatura alle Regionali di novembre, data per scritta nel cielo, non è così sicura. Tutto scorre e tutto cambia e le stelle, in cielo, se ne fregano della polvere umana.
Giuseppe Leonelli

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