Troppo facile e in fondo si tratta di un esercizio ormai logoro e ripetitivo.
Le cose sono andate così. Tristemente, per chi ci ha creduto, così.
Dopo anni di opposizione nelle piazze, in Consiglio comunale, stornellature e attacchi frontali ai volti del sistema di potere locale, il Movimento 5 Stelle decide di sposare il potere. Oggi Mezzetti stesso lo ha ufficializzato.
Perchè di questo parliamo. L'accordo sottoscritto a Modena tra Pd e Movimento 5 Stelle (compresa Azione di Calenda), va infatti ben oltre la svolta progressista del partito di Conte. Nella Modena monocolore, conservatrice e immutabile, allearsi col Pd non significa spostare legittimamente il proprio baricentro politico a sinistra, ma significa semplicemente accettare di far parte di chi comanda, di chi si autoproclama da decenni come 'la parte buona', di chi si permette di dare etichette di democrazia a chi non accetta ostinatamente di far parte di questo sistema. Destra e sinistra, conservatori e progressisti non c'entrano nulla. Non c'entrano concessioni programmatiche, promesse di spegnimento tra ere geologiche dell'inceneritore e cancellazioni di Bretelle. Senza l'accordo coi 5 Stelle Mezzetti avrebbe rischiato il ballottaggio, nonostante il colpevole ritardo del centrodestra, la vivacità di Negrini avrebbe avuto serie chance di approdare al secondo turno. Così non sarà, perchè gli ex ribelli hanno deciso di piegarsi al potere.
Non parliamo di scenario nazionali, delle strategie di Conte e Schlein: Modena è diversa. Non è Bari (dove peraltro il M5S correrà solo), non è Roma e non è Milano. Modena, insieme a Reggio, Ravenna e altre due o tre città toscane, è una enclave anomala a livello nazionale. A Modena dopo 80 anni di ripetizione di un modello di potere, con la riproposizione delle stesse persone, anche per via dinastica, con il centrodestra eternamente pronto (oggi nel vertice provinciale di Fdi) ad abdicare al proprio ruolo di guida dell'alternanza lasciando il candidato di turno solo nel suo entusiasmo (nel caso di Negrini) o solo nella sua rassegnazione come avvenuto in passato, non è una città come le altre.
Ed è per questo che la decisione del M5S di accordarsi col Pd a Modena, di sottoscrivere il programma del tanto colto quanto sistemico Mezzetti, ha del clamoroso.
Giuseppe Leonelli


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