E rappresentanti del Comitato di protesta dei cittadini erano non a caso presenti nella sala del Consiglio comunale dove si discuteva del tanto contestato progetto, con grandi cartelli che rivendicavano scelte e decisioni diverse per “un’aria più sana e pulita per i cittadini del quartiere”.
Pd isolato insomma e una maggioranza mai così spaccata in consiglio sulla quale aleggiava ancora il clamoroso gesto della sfiducia del febbraio scorso nei confronti degli assessori della Sinistra, Andrea Bosi e Roberta Pinelli, al punto tale che prendono consistenza voci sulla idea di dare vita ad una lista di sinistra alla prossime elezioni amministrative, alternativa a quella del Pd, che avrebbe già un ipotetico candidato sindaco per il quale circola il nome della senatrice Maria Cecilia Guerra, aderente ad ‘Articolo 1’ (il partito di Trande, Bersani, Speranza) e fino a qualche mese fa sottosegretario alla economia nel governo Draghi.
Un nome in verità discusso anche a sinistra perché le si addebita di non avere fatto molto per Modena e i suoi problemi in tanti anni di governo, uno su tutti di non essere riuscita a fare accogliere da Roma la richiesta di un potenziamento degli organici della Polizia di Stato, troppe volte promesso dai ministri degli Interni del Pd, prima Minniti poi Lamorgese e dai governi Letta e Gentiloni, promesse rimaste sinora senza risposte. Ma, a parte queste critiche, si tratta indubbiamente di un nome di peso quello della Guerra che andrebbe a scompaginare i giochi in corso in casa Pd e ad insidiare la possibilità della riconferma di un proprio uomo come sindaco della città.
Ma sta prendendo forma, secondo altre voci, una seconda idea. Quella di dare vita ad un più ampio schieramento, sempre alternativo al Pd, che vedrebbe come attori principali lo stesso ‘Articolo 1’, insieme a Sinistra, 5Stelle, Verdi e pure il Movimento ‘Modena Volta Pagina’ particolarmente attivo negli ultimi tempi, in specie a sostegno della popolazione della Sacca e dei residenti nella zona interessata al Progetto Conad.
Acque agitate dunque a sinistra, specialmente in casa Pd, a conferma delle difficoltà che sta incontrando Muzzarelli la cui successione, al termine dei suoi due mandati, sta determinando profondi contrasti, imprevisti fino a qualche tempo fa, tra i vari partiti che hanno sinora consentito al Pd di assicurarsi la maggioranza in consiglio comunale. E si avverte un malcelato malcontento esploso improvvisamente sia tra i ‘partitini’ sinora fedeli compagni di viaggio, che della componente ex Margherita, sui metodi troppo personalistici e a volte autoritari con cui egli intende la figura di sindaco della città.
Se ne vedranno delle belle insomma d’ora in avanti anche perché c’è un pericolo ‘nuovo’, quello della alleanza di centro destra vista la grande crescita elettorale dei Fratelli d’Italia anche a Modena e che,
Cesare Pradella

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