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Modena, per Avs le baby gang non esistono: l'insopportabile negazione dell'ovvio

Modena, per Avs le baby gang non esistono: l'insopportabile negazione dell'ovvio

Negare, negare, negare è la strada migliore per dar ragione a chi parla in modo assurdo di reimmigrazione e a chi butterebbe al macero decenni di conquiste civili, sociali, cristiane e umane, sventolando la bandiera della paura


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'Le baby gang? Fenomeno che troppo spesso esiste più nella propaganda securitaria della destra che nella realtà'. E' questa la tesi espressa dai referenti di Avs a Modena e in Regione Emilia Romagna, Martino Abrate e Paolo Trande, un messaggio che davvero lascia sbalorditi.
Sia chiaro il tema non è inseguire le polemiche strumentali di Fdi e nemmeno il populismo di un Governo che gioca a nascondino rispetto alle proprie indubbie responsabilità. Il punto è la ostinata e ideologica volontà di chiudere gli occhi davanti alla realtà. Le parole di Trande e Abrate fanno ripiombare il dibattito a decenni fa, quando il centrosinistra davanti al susseguirsi di episodi di violenza si trincerava dietro alla manichea distinzione tra 'problema percepito' e 'problema reale'.
Le baby gang a Modena esistono non solo perchè lo afferma nero su bianco il Ministero con la nota Transcrime research che elenca gruppi e nomi, non solo perchè diversi componenti di queste bande sono stati arrestati negli ultimi anni dalle forze dell'ordine, ma perchè chiunque abbia dei figli (magari frequentanti scuole pubbliche e non gli istituti privati di nicchia della ipocrita Modena bene) sa benissimo cosa significhi vivere il centro di Modena e la zona della Stazione delle corriere.
Anche l'ex prefetto ed assessore Camporota aveva provato la strada della negazione, ma il sindaco Massimo Mezzetti aveva prontamente virato verso la presa d'atto del vero.
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Sì, perchè si può discutere a lungo quale sia la genesi che porta a questa violenza da parte di gruppi di giovani, perlopiù stranieri. Si può concordare col sindaco sulle cause legate a quella che un tempo si sarebbe chiamata in modo inutilmente retorico 'lotta di classe' o si può aderire alla tesi della differente impostazione culturale legata alla provenienza geografica, ma sulla fotografia della realtà non ci si può dividere.
Invece Avs, così come larga parte del Pd, in modo davvero stucchevole, lo fa. Lo fa per difendere un sistema di potere locale che governa ininterrottamente da 80 anni e che deve per forza raccontarsi come pulito ed efficiente? Lo fa per difendere il modello cooperativo che continua ad occuparsi dell'accoglienza e della 'integrazione'? Lo fa per una prevenzione ideologica tesa a minimizzare le conseguenze negative del malgoverno dell'immigrazione?
Forse per tutti questi motivi insieme, ma quello che conta è il risultato. Il risultato, agli occhi dei cittadini, è quello di un centrosinistra che - al pari delle scimmiette con occhi e orecchie chiusi - si ostina a voler mettere le braghe al mondo e a leggere i fatti in base a presupposti ideologici completamente svincolati da ogni dato tangibile.
Il risultato è quello di difendere il piccolo fortino modenese - che ha bisogno di ricambio politico e culturale come di ossigeno - e nel farlo rafforzare un governo di centrodestra i cui errori e orrori vengono nascosti proprio da una opposizione così poco credibile.
Negare l'esistenza delle baby gang, negare il legame tra immigrazione e microcriminalità, così come negare bandi pubblici per la scelta delle società che devono occuparsi di temi legati alla sicurezza e alla integrazione, continuando sulla strada di affidamenti diretti ripetuti (il caso Caleidos è solo uno dei tanti), è la strada migliore per dar ragione alla peggior destra. Negare, negare, negare, senza mai una autocritica e un ripensamento, è la strada migliore per dar ragione a chi parla in modo assurdo di reimmigrazione e a chi butterebbe al macero decenni di conquiste civili, sociali, cristiane e umane, sventolando la bandiera della paura.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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