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Scandalo Fondazione Modena, senza azione di responsabilità si certifica che va tutto bene così e può ricapitare

Scandalo Fondazione Modena, senza azione di responsabilità si certifica che va tutto bene così e può ricapitare

Se nessuno dovesse avanzare richieste di verifiche formali e azioni di responsabilità significherebbe avallare la tesi completamente autoassolutoria di Tiezzi


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Come noto, davanti all'ammanco da 1,1 milioni di euro dalle casse della Fondazione di Modena, starebbe al Consiglio di indirizzo in base all'articolo 10 dello Statuto (foto sopra) deliberare una eventuale 'azione di responsabilità nei confronti dei membri del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei Revisori'. Qualora il Consiglio di indirizzo decidesse di non promuovere un'azione di responsabilità (come avvenuto per esempio nel caso Amo) nonostante l'evidenza del danno e della inadeguatezza nell’efficacia dell’attività di vigilanza, il Ministero dell'Economia e delle Finanze potrebbe intervenire con i propri poteri di vigilanza, sollecitando l'azione o, nei casi più gravi, avviando la procedura di scioglimento degli organi inadempienti.
Fin qui i fatti, ma c'è un aspetto ancora più preoccupante in prospettiva rispetto alla eventuale inerzia del Cdi. Se nessuno all'interno dell'ente dovesse avanzare richieste di verifiche formali e azioni di responsabilità, significherebbe avallare la tesi completamente autoassolutoria del presidente Tiezzi e il suo 'se rubano 20 euro dal mio conto corrente non me ne accorgo' (video sotto).
Se è andato tutto bene così, se i controlli sono stati efficaci (come dice Tiezzi), allora per il futuro significherebbe arrendersi all'idea che qualunque dipendente - in completa autonomia - potrebbe tornare a sottrarre centinaia di migliaia di euro.
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Significherebbe appellarsi alla speranza di trovare sempre e comunque lavoratori onesti, perchè nel migliore dei mondi possibili è impossibile limitare un ladrocinio da oltre un milione perpetuato in 6 anni con oltre 800 bonifici. Non c'è organo di vigilanza, direttore generale, 231 che tenga: perchè se davvero si crede che oggi nessuno ha sbagliato in termini di controlli, basta incappare in un dipendente con qualche vizio e tutto domani può riaccadere nello stesso identico modo.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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