L'assemblea pubblica congiunta di venerdì sera alla Palazzina Pucci è stata solo l'ultima prova di un'intesa alla quale si sta lavorando da tempo. I civici di Modena Volta Pagina e il Movimento 5 Stelle stanno infatti impegandosi concretamente a una alleanza in vista delle amministrative 2024. Un matrimonio che esclude il Pd e l'attuale maggioranza di Governo e che, anzi, si pone in netta contrapposizione ad essa.
Venerdì sera ci si è concentrati sui problemi della Sacca, ma dal punto di vista tematico i pentastellati e Mvp condividono tante battaglie: dalla posizione sulla guerra in Ucraina a una attenzione ambientale che non fa sconti su inceneritore, consumo di suolo e mobilità.
Per il Pd modenese questo attivismo alla sua sinistra rappresenta un problema non da poco. Senza un accordo con i 5 Stelle è difficile infatti oggi immaginare una vittoria al primo turno per la corrazzata Dem, anche nella roccaforte modenese, e non è detto che al ballottaggio il radicalismo dell'elettorato che si riconosce in questa alleanza 5 Stelle-civica possa convergere sul Pd. Soprattutto se il candidato Pd dovesse essere un uomo di apparato fedele a Bonaccini e inviso alla Schlein.
Così, mentre il centrodestra appare ancora in alto mare nella costruzione di una alternanza solida che unisca Fdi, Lega e Forza Italia e si apra a tutte le forze che cercano un modello diverso rispetto a quello che da sempre governa il centrodestra modenese, questo sforzo viene fatto sul fronte che si colloca alla sinistra del Pd.
Del resto il banco di prova serramazzonese con Fdi e l'asse Lega-Forza Italia in campo su due candidati diversi, non è di buon auspicio in vista del voto a Modena.
g.leo.
Modena, Volta Pagina e 5 Stelle: embrione di una alleanza anti-Pd
Mentre, come il caso di Serramazzoni dimostra, il centrodestra è in alto mare nella costruzione di una alternanza solida che unisca Fdi, Lega e Forza Italia
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