Ecco allora che la verità svela tutta la deleteria e falsa propaganda di una politica (in questo caso quella del centrosinistra che governa l'Emilia Romagna) che ha cercato di far credere che la chiusura del punto nascita di Pavullo, così come quello di Mirandola, fosse motivata dalla esigenza di mettere in sicurezza le partorienti. Tutto al contrario: una emergenza viaria come la chiusura di un ponte isola di fatto l'Appennino e mette le future mamme in una condizione di ansia e di pericolo reale.
Questo l'ex presidente della Regione Stefano Bonaccini lo sapeva benissimo, tanto è vero che promise la riapertura del reparto di ostetricia dell'ospedale pavullese, ma le sue furono promesse elettorali al vento, tanto è vero che non solo non riaprì Pavullo ma chiuse anche Mirandola. Promesse completamente tradite durante il suo mandato e cancellate definitivamente dall'attuale presidente della Regione Michele De Pascale che ha annunciato la definitiva chiusura di questi punti nascita.
Ora che si fa? Se la Nuova Estense dovesse restare chiusa per mesi come pensa la Regione di dare garanzia di sicurezza alle mamme che vivono nell'Appennino modenese? Riaprire un punto nascita volendo è una operazione possibile anche in tempi brevi, basta volerlo. Questo però significherebbe superare per una volta la sindrome di Fonzie e ammettere di avere sbagliato.
Giuseppe Leonelli

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