A Pavullo, dicevamo, ci sono due destre di lotta e di governo, che però non coincidono. La prima è quella di Fratelli d’Italia, partito a tutti gli effetti maggioritario sul territorio come dimostrano tutti i risultati elettorali, e la cui lista, nel 2021 è stata il traino della coalizione di centro destra, che tra l’altro esprimeva il sindaco uscente Luciano Biolchini e che, si presentava in vantaggio al ballottaggio.
L’altra destra è quella del sindaco Davide Venturelli, che nel 2021 si è presentato con una propria lista, dopo dieci anni di attività consiliare prima nelle fila del centro destra, pur in rappresentanza di una lista civica, e poi come esponente per metà mandato del MoVimento 5 Stelle e, successivamente come indipendente.
Dopo le burrascose dimissioni del vicesindaco Claudia Piacentini nel 2023, montò la polemica relativa al fatto che l’assessore subentrante Massimo Vallicelli, oltre ad essere un esterno, fosse anche molto vicino alla Lega, tanto da far sì che l’esponente in consiglio comunale del partito, Eros Camatti, smettesse di rappresentare il movimento di Salvini entrando nel gruppo misto.
L’ormai ex assessore Angela Pietrolungo è un curioso denominatore tra la giunta Venturelli e la precedente giunta Biolchini, in quanto ha fatto parte di entrambe ed in entrambe non è arrivata alla fine della legislatura, seppur per motivi diversi.
Ora, la questione è questa: la legislatura è agli sgoccioli, nel 2026 si voterà e già da ora si cominciano a tirare le somme su meriti e demeriti della giunta attuale, con Fdi che scalda i motori, forte del consenso popolare a livello nazionale e anche locale. Il più sarà capire se questo si tradurrà in consenso elettorale, dato che Venturelli, apparentemente dal nulla, ma con una tela accuratamente tessuta in dieci anni, ha sparigliato le carte, togliendo Pavullo dalla classica competizione Pd vs resto del mondo, anzi arginando il partitone fuori dal ballottaggio.
Nel 2026 tenterà la riconferma sempre con una lista sola, o allargherà gli orizzonti a una coalizione?
Certo è che tolta Fdi, a Pavullo il centro destra è poca cosa, e sicuramente Venturelli potrebbe fare da catalizzatore del voto moderato, più di quanto non abbia fatto nel 2021.
L’impressione è che il suo non essere legato a un partito, e conseguentemente il non essere stato sottoposto a nessuna gerarchia, sia la cosa che irriti di più i suoi avversari rispetto alla concretezza dell’azione della sua giunta, sulla quale si esprimeranno gli elettori l’anno prossimo.
Sì perché mentre la politica politicante si è oramai suddivisa in partiti caserma e in partiti fluidi, esiste chi, indipendentemente dall’opinione che si possa avere, si muove in relazione alle proprie idee, assumendosi dei rischi, e usando come unico parametro il confronto con l’elettore. Venturelli risponde a se stesso, se fallirà sarà solo ed esclusivamente colpa sua.
Fa perciò sorridere la critica, seppur ragionevole, che evidenzia come il sindaco di Pavullo preferisca circondarsi di amici obbedienti anziché collaboratori pensanti. Che la critica arrivi poi da un partito che, a proposito di amici obbedienti, ha collocato la moglie del senatore Barcaiuolo e il fedelissimo Pulitanò nell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, senza dare nemmeno troppo l’idea di un dibattito, fa ulteriormente sorridere.
I nodi delle questioni pavullesi, verranno al pettine sicuramente nel 2026, nel frattempo la campagna elettorale è già partita.
Stefano Bonacorsi

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