Così il video con l'accorato appello per il sì non fa altro che polarizzare il dibattito e finisce per essere un boomerang. Il premier mettendoci la faccia, spendendosi in prima persona, sembra dire 'o con me o contro di me', e considerati i sondaggi, Fdi non ha il 50% dei consensi e anche il centrodestra unito non arriva a tanto.
Certo, la Meloni a parole, dice che non è una scelta pro o contro il Governo ('vi dicono andare a votare per mandare a casa il governo, non conta quello che dice la riforma dicono', 'il governo non si dimetterà in caso di vittoria del No', 'oggi si vota sulla giustizia e non sulla politica'), ma il messaggio implicito nel video è esattamente il contrario.
Con un linguaggio del corpo che tradisce evidente nervosismo, il presidente del Consiglio, evoca toni da Armageddon ('se noi perdiamo questa occasione di modernizzare la giustizia, temo non ne avremo molte altre, le cose continueranno a non funzionare indipendentemente da chi c'è al Governo e per sempre'), chiede agli Italiani di scegliere tra il buio e la luce, come se in caso di vittoria del No si aprisse un baratro per sempre. Una polarizzazione simile non aveva portato bene a Renzi e probabilmente non porterà bene alla Meloni, con buona pace del valore della riforma sul quale si potrebbe discutere a lungo con tesi opposte entrambe solidamente argomentabili.
Giuseppe Leonelli

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