Ma è parsa strana tutta la predisposizione delle liste di centrodestra a queste regionali: perché per un Pelloni escluso dal civismo in quanto troppo politico, c’è stato un Andrea Galli, anch’egli come Pelloni già consigliere regionale politico, inserito nella civica. L’unica candidata civica forse al proprio posto è Anna Colli, già consigliere comunale a Carpi – forse perché la sua è in realtà una candidatura più confessionale che civica.
In realtà non c’è nulla di strano: semplicemente Bignami e Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di FdI e marito di Annalisa Arletti, candidata di punta di FdI, hanno fatto al meglio i loro conti. Da un lato Pelloni può traghettare 2/3'000 preferenze e quindi voti dalla Lega a FdI, alzando il quorum regionale del partito della Meloni e consentendo a Bignami di sperare in un seggio extra sul bolognese. Dall’altro, potendo esprimere una sola preferenza per ogni genere, Pelloni potrà sì essere pericoloso ma più per Pulitanò che per la Arletti, che in quanto donna non si vedrà sottrarre preferenze dal vignolese. Che anche territorialmente incide su un bacino territoriale completamente distinto dalla carpigiana Arletti.
Si tratta quindi dell’ennesimo tassello della strategia che il leader prima provinciale poi regionale di FdI ha in essere da 10 anni a questa parte, allo scopo di fare arrivare al consiglio regionale prima lui poi la moglie. Consiglio che, come abbiamo detto, garantisce laute retribuzioni senza grosse responsabilità e impegni.
Strategia della quale i più avrebbero potuto disinteressarsi, come sempre fatto in passato con altri nomi e situazioni analoghe: se non fosse che su questo s’è impantanata tutta la politica di centrodestra modenese, portando alle clamorose sconfitte in tutti i principali comuni, con distacchi anche a due cifre.
Ma questa strategia potrebbe fallire: perché Pelloni non è uno sprovveduto e ha ben cercato di evitare di pestarsi i piedi con un Pulitanò compiacente o meno.
Magath

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