La Pressa ha ospitato nei mesi scorsi un lungo dossier sull'inceneritore di Modena, interamente consultabile dalla home page del sito e per il quale ringraziamo ancora il Comitato Modena Salute Ambiente, mentre Hera (pur sollecitata) non ha MAI risposto. Ma - al di là del dossier - alcuni dati macroscopici vale la pena ricordarli e il video filmato oggi in via Cavazza è emblematico di come funzioni il sistema.
L'inceneritore di Modena è acceso circa 350 giorni all'anno 24 ore su 24 con una pausa estiva di due settimane per la manutenzione. In questo lasso di tempo annuale il camino (è rimasta una sola linea) DEVE bruciare circa 240mila tonnellate di immondizia. Il concetto è quello di una macchina sempre accesa che DEVE essere alimentata. Quindi, in assenza di rifiuti, l'inceneritore Hera funziona a gas. Con relativi costi per il gas.
A Modena si producono circa 120-130mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all'anno, questo significa che l'inceneritore ha una potenza doppia rispetto al fabbisogno. Non solo: con la sacrosanta incentivazione della raccolta differenziata, questa produzione di immondizia da bruciare dovrebbe calare. E quindi? Quindi Hera importerà più rifiuti da fuori provincia per raggiungere la famosa soglia di 240mila tonnellate. In pratica, dal punto di vista del territorio, non importa quanto si differenzia perchè viene bruciata sempre la stessa quantità di materiale (con la differenza che più si differenzia più Hera brucia materiale non modenese).
Il tutto nel contesto delicatissimo in cui è inserito l'impianto: Modena e la pianura Padana sono infatti tra le aree più inquinate d'Europa.
Leo
Un polo d'incenerimento nazionale nella città più inquinata d'Europa
Non importa quanto si differenzia perché viene bruciata sempre la stessa quantità di materiale
Non importa quanto si differenzia perché viene bruciata sempre la stessa quantità di materiale
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