Rispetto al boom di voti per il centrodestra alle europee del 2019 - quando la Lega da sola prese il 35% nazionale e la coalizione arrivò al 51% - oggi la compagine a traino Meloni è sotto di 6/7 punti percentuali. Dati confermati sia nelle elezioni politiche del 2022 sia nei sondaggi di questi giorni, che più o meno le replicano nei numeri. Nel 2022 il centrosinistra a Carpi prese il 52%, comprendendo nel conteggio anche Azione e Italia Viva; il 33% il centrodestra; il 10% i cinque stelle. Per quanto visto nel passato, senza fare nessun calcolo o ipotesi particolare, il candidato Riccardo Righi vincerà al primo turno solo con i propri voti e quelli di Azione, evitando un sempre rischioso ballottaggio – di qui il ragionamento strategico fatto da Simone Tosi nell’accoglimento di Simone Morelli nella coalizione, nonostante tutto il pregresso fra Morelli e il sindaco Alberto Bellelli.
A questi voti vanno poi aggiunti quelli del “campo larghissimo” messo in campo dall’architetto modenese trapiantato a Carpi, grazie agli accordi di Roberto Solomita con i 5 Stelle e ai civici transumati nelle sue civiche – fra i quali Gigliola Pivetti, Giorgio Verrini e Sergio Vascotto. Anche supponendo che i 2/3 dei grillini seguano la Medici nella nuova avventura, e che solo 1/3 dei civici di CF stavolta votino per il centrosinistra, Righi potrà comunque contare su 6/7 punti percentuali aggiuntivi. Arrivando così a sfiorare addirittura il 60% di voti potenziali. Carpi Futura – che comunque sta facendo un’ottima campagna elettorale con eventi di livello superiore, come l’incontro sull’Intelligenza Artificiale con un Davide Lugli in stile Steve Jobs - nel saldo fra persi e recuperati, potrebbe per questo assestarsi al 15%, 10-11% dei quali sottratti al centrodestra.
Magath

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