Autobus in città, l’appello di un ex autista: 'Serve più rispetto delle regole'
Dalla segnalazione delle frecce dimenticate all’uso del cellulare alla guida: la testimonianza di un pensionato che chiede più formazione e controlli
23 gennaio 2026 alle 16:09
2 minuti di lettura
Buongiorno Direttore,sono un ex autista di autobus, in pensione da molti anni. Per lungo tempo ho guidato corriere sulla tratta Modena–Finale Emilia–Camposanto, per intenderci la “Bassa”.Ai miei tempi questa professione era considerata – a ragione – un mestiere altamente specializzato. Eravamo visti come veri professionisti della guida: persone attente, rispettose del Codice della Strada, consapevoli delle responsabilità e dei rischi legati al trasporto di decine di passeggeri ogni giorno. E posso dire, senza nostalgia ma con orgoglio, che spesso questo rispetto era reciproco: anche l’utenza riconosceva il valore del nostro lavoro e ci considerava un esempio di correttezza alla guida.Con grande dispiacere, oggi noto una realtà diversa. Sempre più spesso, soprattutto in ambito urbano, assisto a comportamenti che trovo inaccettabili da parte di alcuni autisti – uomini e donne – alla guida dei mezzi pubblici. Vedo autobus fermarsi senza l’uso degli indicatori di direzione, soste effettuate fuori dagli spazi predisposti, ripartenze improvvise senza segnalazioni, manovre brusche e poco rispettose degli altri utenti della strada.Ancora più grave, mi capita di osservare conducenti intenti a parlare al cellulare durante la guida, talvolta persino senza auricolare.
Tutto questo trasmette un senso di superficialità e di mancanza di rispetto che contrasta fortemente con lo spirito di servizio pubblico che dovrebbe caratterizzare questo lavoro.Comprendo bene che gli stipendi siano spesso modesti e che le condizioni di lavoro possano essere stressanti. Tuttavia, legare la qualità del servizio esclusivamente alla retribuzione rischia di creare un circolo vizioso: meno motivazione porta a minore professionalità, che a sua volta danneggia l’immagine del servizio pubblico e peggiora ulteriormente il clima generale.Un’azienda di trasporto pubblico ha negli autisti il proprio biglietto da visita quotidiano: sono loro il primo contatto con i cittadini, l’immagine concreta del servizio offerto. Per questo credo sia doveroso investire maggiormente nella formazione, nel controllo, nella responsabilizzazione e nel recupero di quel senso di orgoglio professionale che un tempo era naturale.La sicurezza stradale, il rispetto delle regole e la qualità del servizio non sono optional: sono un dovere verso i passeggeri e verso tutta la comunità.Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti. Lettera firmata
Redazione Pressa
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