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'Noi Reagiamo' un anno dopo: nel caos organizzativo trionfa l’Amministrazione

'Noi Reagiamo' un anno dopo: nel caos organizzativo trionfa l’Amministrazione
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'Noi Reagiamo' un anno dopo: nel caos organizzativo trionfa l’Amministrazione
'Noi Reagiamo' un anno dopo: nel caos organizzativo trionfa l’Amministrazione

Tempi e temi senza limiti e una platea ridotta e spenta consegnano la serata sulla sicurezza nelle mani del sindaco e della giunta, applauditi a più riprese. Delusione, fuggi fuggi generale e il comandante della PL spinto a prendere il microfono per chiudere a mezzanotte la serata: 'C'è gente che si alza alle sei, dobbiamo andare a casa'


6 minuti di lettura

A un anno dal partecipatissimo incontro del 5 dicembre 2024, quando trecento cittadini, molti dei quali genitori preoccupati presenti insieme ai figli aggrediti, misero alle corde la giunta sulla sicurezza, la serata organizzata ieri dal gruppo 'Noi Reagiamo', guidato da Chiara Costetti, avrebbe dovuto rappresentare il momento della verità. Una verifica sugli impegni presi dal sindaco e l’occasione per presentare nuove proposte per migliorare la sicurezza in città. Ma all'evento gli unici pronti e davvero in grado di avere il controllo della serata sono stati gli ospiti: sindaco, vicensindaco, assessore alla sicurezza e all'istruzione, oltre a comandante della Polizia Locale e dirigenti dei servizi educativi e scolastici del Comune di Modena.
Chiamati ad intervenire senza limiti e tempi in una serata che da subito, complici anche le prime domande generiche degli organizzatori, ha preso una piega ben diversa e ben lontana rispetto ai temi pregnanti della sicurezza. Ovvero ciò che doveva essere e ci si aspettava essere in una città in cui l'allarme sociale legato alle aggressioni di strada e alla devianza giovanile, nonostante gli interventi dell'amministrazione e delle forze di Polizia, è aumentato. Ma nemmeno in platea, quest'anno ridotta ad un terzo di quella dello scorso anno, senza giovani, senza cittadini capaci di incalzare la giunta sui temi della sicurezza, c'è stato qualcuno a ricordarlo.
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La serata, con una scaletta non chiarita ma che avrebbe previsto gli interventi, con tanto di slide, di sindaco e tre assessori, sembrava a quel punto costruita per la giunta. Che ne ha approfittato con maestria prendendo il vero, ed un unico, controllo della serata.
A dimostrarlo subito il sindaco che memore della “lezione” dell’anno precedente si è presentato preparato, con quattro punti chiari e ordinati basati sugli impegni sulla sicurezza portati avanti nell'ultimo anno, con particolare riferimento a devianza giovanile e scuole: dagli School tutor alle azioni sulla riqualificazione e il presidio degli spazi urbani più critici.
Azioni messe in campo, anche se in parte solo sulla carta. Una sintesi efficace, esposta in una ventina di minuti che avrebbe potuto chiudere la serata già un'ora dopo l'inizio, e soprattutto dopo che l'organizzatrice, dopo avere criticato ruota panoramica al Novi Sad e l'utilizzo de La Tenda come rifugio all'uscita della scuola, aveva illustrato la proposta di un piano, da confrontare con l'amministrazione, sulla riqualificazione sociale e urbanistica strutturata, ovvero tutto l'anno, del parco Novi Sad.Ma la scaletta che nessuno, né tra gli invitati istituzionali e né in platea, aveva capito quale fosse, ha portato tutto in mare aperto.
In un guazzabuglio di interventi non organizzati nei tempi, nei temi e nella sequenza temporale. Tra lo stupore anche di chi, come l'Assessore Venturelli o il segretario di un sindacato di Polizia, era stato chiamato ad intervenire, e che nemmeno dopo 3 ore di parole, ha avuto la possibilità di farlo. Alle 22,30 anche i numerosi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione presenti in sala, parlavano tra di loro. Nessuno era in grado di capire o prevedere la direzione della serata, portata su altri fronti rispetto a quello della sicurezza pure dalla stessa organizzatrice che, rendendosi forse conto di una situazione sfuggita di mano, ha complicato il tutto inserendo il tema della spesa pubblica nel riferimento ad Amo e Fondazione, generando il moltiplicarsi di mugugni in platea.
Quelli che rimangono si attaccano allo smartphone. Diversi si alzano e se ne vanno. Resistono consiglieri comunali, giunta, pochi giornalisti e rappresentanti di Forze dell'Ordine. La direzione della serata è indefinita e ormai non più recuperabile. Tanto più quando emerge che il programma prevede anche gli interventi delle responsabili dei servizi educativi e scolastici del Comune, Paola Francia ed Annalisa Righi che illustrano i progetti sulla scuola.
Platea muta, risvegliata solo dal doppio intervento di Stefano Forti sul tema degli accessi abusivi al cimitero e dei minori stranieri non accompagnati che la stessa Righi liquida come non problema o comunque un problema ora gestibile nel caso di devianza, essendo ora in carico del Comune 'solo' una sessantina di soggetti. Anche l'intervento dalla platea di un altro componente del gruppo 'Noi Reagiamo' sui temi della certezza della pena, diventa un assist per sindaco e assessore alla sicurezza. 'Non è un tema su cui possiamo incidere noi, ma un tema di normativa, di ordinamento giudiziario e di leggi che solo governo e parlamento possono cambiare', anche se, sottolinea il sindaco, 'capita che i giudici applichino la legge che c'è in maniera lasca, con divieti di dimora, allontanamenti che spesso non hanno nessun effetto, se non quello di ritrovare il giorno dopo nello stesso posto il delinquente arrestato il giorno prima'. Quando Chiara Costetti si rende conto che la serata è deragliata, prova a riprendere il controllo alzando i toni e attaccando direttamente il sindaco, accusandolo di dare risposte vaghe su una visione della sicurezza. Il sindaco non si scompone, se non quando gli viene contestato di avere utilizzato e definito La tenda un “rifugio” per i giovani. Il primo cittadino non ci sta e replica secco: “Mai detto”. La platea mormora, altri se ne vanno. Metà delle circa 90 sedute posizionate, tornano vuote. Nessuno ha contezza dei tempi previsti per la chiusura. Ci sono ancora assessori, compreso il vicesindaco Maletti, che devono intervenire, con tanto di slide. Solo il comandante della Polizia Locale, con quella sintesi che è ormai la sua cifra, lo ha già fatto. Ma i dati sono praticamente quelli già diffusi ieri alla festa di San Sebastiano. L’assessore Maletti riesce a parlare di Acer, solo perché sollecitata da una domanda dalla sala sui criteri i accesso all'Ers. Fatto sta che il tema della sicurezza rimane sempre più lontano. Alle 23:30, quando più della metà dei partecipanti iniziali ha abbandonato la nave, una ragazza, di fatto l’unica studentessa presente a differenza dell’anno scorso quando di giovani ce ne erano tanti, riporta finalmente la discussione sulla sicurezza: critica il mancato ascolto dei giovani, l’inefficacia e l'inutilità dell'educazione antibullismo a scuola e chiede perché, pur conoscendo i luoghi del degrado e dello spaccio, non si intervenga per bonificarli. Parole che solo alla fine danno l'idea di cosa quella serata poteva e forse doveva essere.
Il sindaco risponde genericamente ribadendo l’impegno dell'amministrazione e della Polizia Locale nel presidio e nella riqualificazione degli spazi. Poi, ancora senza un ordine, la parola passa a una residente di Baggiovara che, come una ciliegina sulla torta regalo per l'amministrazione elogia il sindaco per la capacità di rispondere con puntualità ai problemi del territorio e agli episodi legati all'aggressione nei confronti di un ragazzo e al degrado generato dall'area ex Terim. 'Abbiamo chiesto le cose con i modi giusti e ci è stato risposto puntualmente e nel merito', puntualizzando implicitamente la differenza di toni rispetto a quelli usati a tratti, nel corso dalla serata, dall'organizzazione.
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Quando scocca la mezzanotte, la sala è praticamente vuota. I cittadini se ne sono andati, quasi tutti. Sono rimasti assessori e consiglieri, qualche giornalista e rappresentanti delle Forze dell'Ordine, per buona parte stupiti da una atmosfera al limite del surreale. Confermata tale nel momento in cui a mezzanotte con tutti in piedi con cappotto e giubbotti recuperati verso l'uscita, sullo schermo compare la prima slide delle proposte del gruppo 'Noi Reagiamo', organizzatore della serata. Chiara Costetti vorrebbe proseguire e continua a parlare rivolgendosi al sindaco, mentre la giunta ha già un piede fuori dalla soglia di ingresso. Incredibile. La prospettiva di proseguire nessuno sembra disposto a tollerarla oltre. Ed è così che a chiudere definitivamente la serata non è l’organizzazione e Chiara Costetti che l' aveva aperta, ma con cortesia il comandante della Polizia Locale, che prende il microfono e mette fine all’agonia. “Ci sono persone che domattina devono alzarsi alle sei per andare a lavorare, anche per garantire la sicurezza. Andiamo a casa”.
Sipario. La serata non viene nemmeno formalmente chiusa da chi l’aveva aperta. Le persone se ne vanno in silenzio, con la sensazione amara di un’occasione mancata
Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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