Chiamati ad intervenire senza limiti e tempi in una serata che da subito, complici anche le prime domande generiche degli organizzatori, ha preso una piega ben diversa e ben lontana rispetto ai temi pregnanti della sicurezza. Ovvero ciò che doveva essere e ci si aspettava essere in una città in cui l'allarme sociale legato alle aggressioni di strada e alla devianza giovanile, nonostante gli interventi dell'amministrazione e delle forze di Polizia, è aumentato. Ma nemmeno in platea, quest'anno ridotta ad un terzo di quella dello scorso anno, senza giovani, senza cittadini capaci di incalzare la giunta sui temi della sicurezza, c'è stato qualcuno a ricordarlo. La serata, con una scaletta non chiarita ma che avrebbe previsto gli interventi, con tanto di slide, di sindaco e tre assessori, sembrava a quel punto costruita per la giunta. Che ne ha approfittato con maestria prendendo il vero, ed un unico, controllo della serata.
A dimostrarlo subito il sindaco che memore della “lezione” dell’anno precedente si è presentato preparato, con quattro punti chiari e ordinati basati sugli impegni sulla sicurezza portati avanti nell'ultimo anno, con particolare riferimento a devianza giovanile e scuole: dagli School tutor alle azioni sulla riqualificazione e il presidio degli spazi urbani più critici.
Azioni messe in campo, anche se in parte solo sulla carta. Una sintesi efficace, esposta in una ventina di minuti che avrebbe potuto chiudere la serata già un'ora dopo l'inizio, e soprattutto dopo che l'organizzatrice, dopo avere criticato ruota panoramica al Novi Sad e l'utilizzo de La Tenda come rifugio all'uscita della scuola, aveva illustrato la proposta di un piano, da confrontare con l'amministrazione, sulla riqualificazione sociale e urbanistica strutturata, ovvero tutto l'anno, del parco Novi Sad.Ma la scaletta che nessuno, né tra gli invitati istituzionali e né in platea, aveva capito quale fosse, ha portato tutto in mare aperto.
Quelli che rimangono si attaccano allo smartphone. Diversi si alzano e se ne vanno. Resistono consiglieri comunali, giunta, pochi giornalisti e rappresentanti di Forze dell'Ordine. La direzione della serata è indefinita e ormai non più recuperabile. Tanto più quando emerge che il programma prevede anche gli interventi delle responsabili dei servizi educativi e scolastici del Comune, Paola Francia ed Annalisa Righi che illustrano i progetti sulla scuola.
Il sindaco risponde genericamente ribadendo l’impegno dell'amministrazione e della Polizia Locale nel presidio e nella riqualificazione degli spazi. Poi, ancora senza un ordine, la parola passa a una residente di Baggiovara che, come una ciliegina sulla torta regalo per l'amministrazione elogia il sindaco per la capacità di rispondere con puntualità ai problemi del territorio e agli episodi legati all'aggressione nei confronti di un ragazzo e al degrado generato dall'area ex Terim. 'Abbiamo chiesto le cose con i modi giusti e ci è stato risposto puntualmente e nel merito', puntualizzando implicitamente la differenza di toni rispetto a quelli usati a tratti, nel corso dalla serata, dall'organizzazione.
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Quando scocca la mezzanotte, la sala è praticamente vuota. I cittadini se ne sono andati, quasi tutti. Sono rimasti assessori e consiglieri, qualche giornalista e rappresentanti delle Forze dell'Ordine, per buona parte stupiti da una atmosfera al limite del surreale. Confermata tale nel momento in cui a mezzanotte con tutti in piedi con cappotto e giubbotti recuperati verso l'uscita, sullo schermo compare la prima slide delle proposte del gruppo 'Noi Reagiamo', organizzatore della serata. Chiara Costetti vorrebbe proseguire e continua a parlare rivolgendosi al sindaco, mentre la giunta ha già un piede fuori dalla soglia di ingresso. Incredibile. La prospettiva di proseguire nessuno sembra disposto a tollerarla oltre. Ed è così che a chiudere definitivamente la serata non è l’organizzazione e Chiara Costetti che l' aveva aperta, ma con cortesia il comandante della Polizia Locale, che prende il microfono e mette fine all’agonia. “Ci sono persone che domattina devono alzarsi alle sei per andare a lavorare, anche per garantire la sicurezza. Andiamo a casa”.
Sipario. La serata non viene nemmeno formalmente chiusa da chi l’aveva aperta. Le persone se ne vanno in silenzio, con la sensazione amara di un’occasione mancata
Gi.Ga.


