Se l'amministrazione fosse stata lungimirante, innanzitutto avrebbe dovuto chiedere il parere ai cittadini, visto che pagano la Tari in cambio di un servizio basato su un contratto dando, di fatto, la possibilità ad Hera di cambiarlo unilateralmente e senza diritto di recesso per gli utenti.
In questi anni, da ormai pentito elettore del Pd, ho sempre detto a me stesso, come nello sketch famoso di Totò, 'vediamo questi stupidi dove vogliono arrivare'... Si è consentito ad Hera di meccanizzare la raccolta, poi di spostare tutti i cassonetti dallo stesso lato delle strade per ridurre i chilometri percorsi dai camion, poi di distanziare i cassonetti (a volte anche di 400 metri), poi di ridurre i cestini porta rifiuti per le strade (subappaltando lo svuotamento ad un'altra azienda), tirando sempre di più una corda che alla fine sta per spezzarsi.
Il segreto di una città pulita è affidare i servizi pubblici ad aziende che non mirano al profitto, ma all'efficienza ed all'efficacia. Non è costringendo i cittadini a tenere per giorni in casa i rifiuti che migliora la percentuale della differenziazione, ma è facilitando le possibilità di conferimento dei rifiuti, aumentando il numero dei cassonetti, riducendone la distanza, aumentando gli addetti e sanzionando sul serio e non per finta, chi sgarra.
Troppo comodo fare la raccolta in modo meccanizzato e poi lasciare che dei sacchetti vengano schiacciati al momento del riposizionamento del cassonetto, mentre ai bei tempi c'era il netturbino che provvedeva anche a pulire la zona circostante...
Del resto Modena era già molto vicina alla percentuale obiettivo fissata a livello nazionale, bastava semplicemente migliorare la situazione preesistente e non accettare che Hera facesse le sue regole e le imponesse, perché così realizza maggiori profitti.
E non è vero che il Comune, in quanto azionista ottiene dei benefici, perché gli introiti c'erano anche con la municipalizzata, che di fatto produceva degli utili ma che venivano reinvestiti esclusivamente in città e divisi
Cordiali saluti
Nicola Rosati



