Opinioni Lettere al Direttore

Davvero Mezzetti sta scardinando il sistema Modena?

Davvero Mezzetti sta scardinando il sistema Modena?

Questo compito sarebbe toccato all’opposizione che avrebbe potuto e dovuto negli anni mettere in campo una alternativa credibile, cosa che non è mai avvenuta


3 minuti di lettura

Buongiorno direttore,

confesso di essere poco intelligente.

Leggendo frequentemente i suoi interventi su La Pressa mi pare (solo mi pare, sono poco intelligente) di aver capito che Lei sia un grande estimatore del sindaco Mezzetti e lo consideri l'unico in grado di cambiare (in meglio) il Sistema Modena (se di Sistema si può parlare): l'unico in grado di picconare l'egemonia ottantennale del Partitone.

E mi pare (sempre solo mi pare, sono poco intelligente) che da parte sua ci sia il riconoscimento che già in questi primi 18 mesi di amministrazione il sindaco Mezzetti abbia raggiunto risultati, se non mirabolanti, almeno ottimi.

In quest'ottica potrebbe spiegarmi (magari pubblicamente con una delle sue risposte che ogni tanto mi stiletta dalle colonne del giornale) come sarebbe migliorata la mia vita da pensionato, bisognoso di cure, residente in frazione (Albareto) dopo la discesa dal cielo romano (forse trattasi di un deus ex machina) del sindaco Mezzetti?

Con semplicità e parole povere: sa... sono poco intelligente e mi intendo poco di sandwiches, cocktails e jazz.

In attesa di una gradita risposta, La saluto cordialmente.

Roberto Malavasi - Albareto

P.S. Buon Anno a Lei ed a tutta la Redazione de La Pressa.


Carissimo Roberto,

innanzitutto la ringrazio per l’attenzione con la quale segue La Pressa.
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Inutile dire quanto la sua intelligenza - che con divertente retorica camuffa - traspaia dalla sua lettera. Onestamente non credo l’attuale sindaco abbia ottenuto risultati mirabolanti, ma penso sia indubbio il suo tentativo di scardinare un modello che da 80 anni grava sulla città. Non si spiega altrimenti la freddezza, anzi direi il vero e proprio reale astio, che il Pd dimostra nei suoi confronti. E’ l’unico a poterlo fare? No, questo compito sarebbe toccato all’opposizione che avrebbe potuto e dovuto negli anni mettere in campo una alternativa credibile, cosa che colpevolmente non è avvenuta in passato e tantomeno avviene oggi, con la minoranza monopolizzata da Fdi. L’impressione viceversa è che Mezzetti - pur solidamente ancorato al mondo della sinistra italiana - sia approdato a Modena con questo specifico mandato: disarticolare un modello politico-economico (dai rapporti col mondo edile, al dialogo con Hera, passando dal confronto con il mondo cooperativo) che coi valori della sinistra davvero non ha più nulla a che fare. Detto questo, lei mi chiede quali siano le ricadute di questa operazione sulla sua vita da pensionato, bisognoso di cure e residente in periferia. Ad oggi nessuna o quasi.
Capisco perfettamente che le iniziative culturali e i grandi eventi come Jazzopen non migliorino la viabilità lungo strada Albareto, non contribuiscano ad aggiustare il manto stradale o a migliorare la cura del verde e non incidano sugli scandalosi tempi di attesa per una visita medica. Su questo tanto si può e si deve fare e tanto si può investire (tagliando su sprechi inutili che invece Mezzetti nega), ma il primo passo penso sia comunque quello di liberare Modena da una cappa viziata, conservatrice e conformista. O almeno provarci, quantomeno - se questo avverrà davvero - si avrà la soddisfazione di brindare alla caduta dei sedicenti Dei. Un po’ di fuochi d’artificio, converrà con me, possono regalare qualche sorriso, nonostante tutto.

Giuseppe Leonelli

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