La costituzione di HeracquaModena srl e la cessione del ramo idrico di Hera spa nell’area di Modena rappresentano un caso emblematico di operazione societaria nata per finalità di governance e controllo, non per reali esigenze industriali.
Il trasferimento è stato formalizzato a marzo 2025, sottoscritto da Hera spa, HeracquaModena srl, le segreterie sindacali e la RSU, ai sensi dell’art. 47 L. 428/1990 e dell’art. 2112 c.c.
L’operazione è stata presentata come funzionale a una partnership industriale tra Hera e Aimag, con l’obiettivo dichiarato di “concentrare in un unico ambito societario tutte le attività del Servizio Idrico Integrato del territorio modenese”.
I pareri della Corte dei Conti Emilia-Romagna e Lombardia (settembre 2025) hanno evidenziato gravi criticità:
-Assenza di una vera gara a doppio oggetto: la partnership tra Hera e Aimag non è stata preceduta da una procedura trasparente e competitiva, come richiesto per le società miste pubblico-private.
-Motivazioni insufficienti e governance opaca: la cessione del ramo d’azienda è apparsa come uno strumento per consentire a Hera di rafforzare il proprio controllo industriale su Aimag, senza una reale valutazione di alternative e senza garanzie di tutela del controllo pubblico.
HeracquaModena srl è nata come “scatola finanziaria” in cui i 'dipendenti sono stati gestiti come merce di scambio' per
l'operazione finalizzata al controllo industriale su Aimag, l’operazione ha coinvolto circa 130-140 lavoratoriIl personale trasferito si trova oggi formalmente in una nuova società di piccole dimensioni, ma senza alcun cambiamento organizzativo concreto restando di fatto dipendente da Hera spa. È evidente il carattere meramente finanziario dell’operazione, anche alla luce dei rilievi della Corte dei Conti.
HeracquaModena srl rappresenta oggi un esempio di come le operazioni di governance societaria, se non fondate su reali esigenze industriali e su una governance pubblica forte, possano produrre solo immobilismo e incertezza.
La vicenda dimostra la necessità di strumenti di tutela (patto di sindacato, revisione statutaria, confronto sindacale) per garantire che il patrimonio industriale pubblico resti al servizio dei territori e dei lavoratori, e non venga sacrificato per logiche di controllo finanziario.
Lettera firmata




