Con tenacia caparbietà e impegno l'amministrazione comunale di Spilamberto ha privatizzato il centro storico alle automobili riducendolo un grande garage a cielo aperto. Fin dal suo insediarsi infatti essa ha provveduto a riaprire la congiunzione tra via Matteotti e via Vischi per consentire a chi proviene da sud, da Vignola, di attraversarlo velocemente per dirigersi a Modena o Castelfranco senza dover attardarsi al semaforo o alle rotonde di via Vignolese. Per non fare torto all'altro punto cardinale, il Nord, sono state rese a doppia corsia di marcia via Paradosso e viale Rimembranze così da intercettare e incanalare nel centro anche il traffico proveniente dal ponte del Panaro.
Allo scopo di riempire il centro di auto questa amministrazione ha deciso rispetto alle precedenti, a tutti i comuni limitrofi e al buon senso di cambiare le regole d'accesso concedendo ai residenti il permesso di sosta anche quando questi posseggano un garage e non lo utilizzino e a tutti i proprietari di un auto invece di uno sola per nucleo familiare. Dato l'aumento dei volumi di queste e gli spazi limitati del centro, pensato costruito ed abitato senza la loro presenza, sono cominciate le discussioni, le minacce i litigi per un parcheggio.
E chissà se a qualche forza politica locale verrà la buona idea di chiudere questo prequel di comune unico, aborto istituzionale sorto con lo scopo indecente di oltrepassare il patto di stabilità, disperato tentativo del governo centrale di arginare la spesa incontrollata e il conseguente indebitamento pubblico generato da regioni province e comuni. Fuor di paradosso nelle vie del centro è quasi impossibile andare in bicicletta senza il pericolo di essere urtati ; centinaia di veicoli sfrecciano e parcheggiano nelle vie riservate ai residenti senza averne il
Bastava essere fortunati ed avere amministratori preparati e competenti, che non fossero solo “presenti” ma comprendessero l'evolversi storico dei problemi, condizione necessaria per la loro soluzione ; la fortuna di avere amministratori col senso del limite, da non disperdere tempo e denaro pubblico su complesse e vaste problematiche contemporanee, quasi sempre riconducibili però all'Apocalisse; di avere pertanto silenziosi e poco appariscenti amministratori che sappiano fronteggiare e risolvere i piccoli problemi così da essere in questo modo, grandi politici. Dante Pini Italia Nostra Spilamberto




