Ecco la testimonianza.
Buon pomeriggio, vorrei raccontare un episodio emblematico di come possono essere trattati i dati sensibili di coloro che fanno il tampone Covid in farmacia.
Premetto che sono vaccinato due volte ed i possesso di Green Pass, lavoro a contatto col pubblico e quindi tutto ciò che faccio, lo faccio di mia iniziativa per una questione morale ed i tamponi li faccio a spese mie, nessuno me li paga, tanto meno lo Stato.
Mi sono recato presso la farmacia comunale ... di Modena dopo aver prenotato il tampone telefonicamente, ho pagato il tampone, l'ho eseguito e 20 minuti dopo sono andato a ritirare l'esito come mi era stato detto dal personale.
A questo punto è iniziato il film: la farmacista vedendomi all'esterno della farmacia, alla presenza di molte persone, mi è venuta incontro urlando il mio cognome e agitando per aria un foglio, dicendo 'signor ..., lei è positivo al Covid'.
'Vada immediatamente a casa, ha capito signor ...'
Ripetendo il mio cognome per la seconda volta ed il risultato del mio tampone.
Scatenando il fuggi fuggi delle persone che mi erano anche a più di due metri, sentendomi trattato come l'untore seriale o come un animale da macello.
Tutto questo in barba al codice etico che tanto parventano sulla pagina delle FCM (farmacie comunali Modena).
Lettera Firmata
Foto Dire


