Vi scrivo per evidenziare cosa sta succedendo a me personalmente un fatto di mala gestione della pandemia nei confronti di un cittadino.
Spiego i fatti in piccoli passi.
1) Il giorno venerdì 26 marzo sono stato a contatto con un positivo covid. Il lunedì sera ho saputo che tale persona era positiva, ho contattato il medico, gli ho spiego il tutto e mi ha consigliato di stare a casa ma non di fare il tampone e anche di mia volontà mi sono messo in isolamento fiduciario. Vorrei sottolineare che non ho mai avuto un sintomo... Mai.
2) Il giorno 5 aprile mi arriva una telefonata dall'Ausl che mi dice che ero stato segnalato da un paziente Covid positivo e che ho fatto benissimo a mettermi in isolamento. Mi comunicano che non mi faranno fare il tampone per ora perché non ho sintomi e che passati i 14 giorni mi faranno il tampone e se sarò positivo dovrò fare altri 7 giorni a casa per arrivare hai 21 giorni per poi essere liberato.
3) Se questo si chiama tracciamento (sono passati 10 giorni da quando c'è stato il contatto) è una vergogna... anzi una schifezza.
4) Il giorno 6 aprile mi chiama la sorveglianza dell'Ausl con numero sconosciuto (già ricevere una telefonata da un numero sconosciuto, se uno non risponde quando ti trovano...) e mi chiede se ho sintomi e gli ripeto che non ho nessun sintomo: mi fissano l'appuntamento per il tampone per il giorno venerdì 9 aprile con esito il 10 aprile. La signorina mi dice che se sono positivo dovrò stare in casa altri 14 giorni... Il contrario della collega del giorno prima. In quel momento non riesco a trattenermi, le dico che sono degli incapaci a gestire questa situazione e le chiedo di farmi eseguire un tampone dopo una settimana, questa mi risponde che è una volontaria e non può saperlo (siamo gestiti da una volontaria, la vita dei cittadini appesa a una volontaria che non ne niente). A questo punto la pazienza era finita (queste persone giocano con la salute delle persone e mettono persone incompetenti). Le ho chiesto di passarmi un superiore e mi ha detto che non poteva passarmelo e che sentiva lei cosa poteva fare e che poi mi avrebbe richiamato.
5) La signorina dopo pochi minuti m chiama
6) Chiamo il numero che mi viene dato dalla sorveglianza e mi dice che non può fare niente le chiedo di parlare con un superiore e anche questa signorina mi dice che sente e mi faranno sapere. Dopo poco mi richiama e mi dice che il dottore è molto impegnato, ma gli ha parlato e anche lui non può farci niente.
7) Allora io dico che i protocolli non possono essere uguali per tutti perché se uno non ha sintomi. Fate questi tamponi anche dopo 21 giorni e non dopo 28 giorni, la gente deve lavorare, deve pagare un affitto e tutto il resto. Questi ci fanno ammalare non di Covid ma di altre malattie molto più gravi, visto la mala organizzazione che hanno e la poca professionalità delle persone che rispondono al telefono che non gestiscono in modo corretto l'emergenza.
Lettera firmata




