L'aumento della differenziazione dei rifiuti si risolve con un'evoluzione culturale e non con un'imposizione neanche tanto mascherata. Detto questo arrivo al dunque.
Da voi e sulla stampa in generale sono state evidenziate numerose problematiche, ma mai ci si è soffermati sui risvolti legali. A mio avviso sono tre.
1) la responsabilità penale (la quale è personale). Chi posiziona il sacco ne è responsabile fino a quando non entra nel compattatore. Se, per dolo o colpa di terzi, il sacco dovesse finire in mezzo alla strada causando un incidente, sarebbe chiamato in causa colui che lo ha posizionato all'esterno dell'abitazione (soggetto individuabile tramite il codice stampato sul sacco).
2) il luogo del posizionamento del sacco (indirettamente conferma la responsabilità citata al punto uno). È il caso del pensionato di alcune settimane fa quasi impossibilitato a muoversi: gli è arrivato un avviso bonario perché il suo sacco è stato trovato ad oltre un chilometro di distanza dall'abitazione. Se qualche 'burlone' sposta il sacco è lo porta altrove, Hera scrive all'intestatario del sacco (a conferma che è lui il responsabile fino all'entrata nel compattatore).
3) l'apertura del sacco per verifica del contenuto
Personalmente vorrei essere presente quando il mio sacco viene aperto e verificato (e questo mi pare non sia previsto).
A mio avviso sono aspetti importanti: soprattutto i primi due punti. L'utente potrebbe trovarsi nella condizione di dover rispondere per un evento negativo derivante da un suo comportamento (posizionamento del sacco fuori dall'abitazione) che in autonomia non avrebbe effettuato, ma che (posizionamento del sacco fuori dall'abitazione) gli è stato imposto dal Comune. E, d'altra parte, per sentirsi tranquillo uno non può mica andare settimanalmente alla Stazione Ecologica a conferire direttamente ed in autonomia carta e plastica: che servizio pubblico sarebbe? Rimango con molti dubbi in merito.
Grazie per l'ascolto
Roberto Malavasi - Albareto



