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'Se la scelta è su chi sa governare, Bonaccini non ha rivali'

'Se la scelta è su chi sa governare, Bonaccini non ha rivali'

Non c'è diritto divino che tenga, la democrazia in regione è vera e vegeta non eterodiretta n? redimibile nelle mani di nani politici


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Le elezioni regionali di cinque anni fa dimostrarono la liquidità dell'elettorato con un fragoroso flop di partecipazione e con un presidente eletto con poco più del 18%.
Prima che scribacchini inventassero teorie, gli elettori dimostrarono che sapevano giudicare e mandarono un segnale forte al cosiddetto sistema di potere che, quindi non dimorava nel Pci e accoliti, ma nella maturità della società.
Poi successe che mandarini, che ancora si atteggiano a gestori di potere, furono mandati a casa da senatori e deputati con la esplosione dei grillini. Oggi questi signori hanno finito e fra sardine, gattini e uccelli, finte aquile, sono in attesa di essere giudicati. Ritengo che questa sia la novità da guardare: la nostra società è composto di libertà estrema e di associazionismo asfissiante che non comanda più, ma condiziona. Può scegliere candidati ma chi vota sa quello che vuole. Perciò parole come 'autoreferenziale', circolo chiuso non reggono alla analisi di poteri in via di cambiamento in uomini e mezzi da utilizzare.
Per questo niente è scontato ma se la scelta è verso chi sa governare con autonomia o chi si nasconde sotto tutela, Bonaccini non ha rivali e gli elettori dimostreranno l'errore fatto coi grillini. Non c'è diritto divino che tenga, la democrazia in regione è vera e vegeta non eterodiretta né redimibile nelle mani di nani politici.
Paolo Cristoni

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