Gentile direttore,nell’augurare a Lei e ai lettori de La Pressa di trascorrere serenamente il periodo natalizio, segnalo una notizia che ritengo positiva e degna di attenzione: pochi giorni fa, in questa settimana di Natale, il Consiglio comunale di Modena ha approvato il bilancio di previsione e, al suo interno, prende avvio anche l’esperienza della Baby Box.La Baby Box nasce nei Paesi nordici, in particolare in Finlandia, dove da decenni viene consegnata a tutti i nuovi nati. In quei paesi la 'scatola' è una culla che contiene beni essenziali per i primi mesi di vita, ma soprattutto veicola un messaggio chiaro: la nascita di un bambino non è solo un fatto privato, è un evento che riguarda l’intera comunità. È la comunità intera, la città, che in quanto tale offre il suo benvenuto ai nuovi nati, con un gesto di accoglienza e di supporto concreto alle famiglie, indipendentemente dal loro reddito o dalla loro condizione sociale.Quella di Modena sarà una sperimentazione, come anche altre città d'Italia stanno facendo. Ma l'obiettivo è che possa diventare una politica stabile nel tempo. Perché le politiche familiari funzionano solo se sono stabili, strutturate e riconoscibili nel tempo. Altrimenti restano iniziative episodiche, inefficaci sul piano sostanziale.
È la stessa logica che ha guidato l’introduzione dell’assegno unico universale: non un bonus una tantum, ma un intervento continuativo, capace di accompagnare le famiglie lungo il percorso della genitorialità, risorse su cui le famiglie possano contare e fare affidamento. Inoltre la Baby Box va letta come parte di un percorso più ampio. In Emilia-Romagna è stato avviato un lavoro serio sui temi della natalità e della demografia, attraverso un intergruppo regionale che coinvolge oltre trenta consiglieri di maggioranza e di opposizione, e c'è il programma di una importante legge regionale. Un mese fa, su questi temi, il Centro Culturale Ferrari ha organizzato un convegno molto partecipato, segno che il problema è ormai riconosciuto come strutturale e non più rinviabile. L’idea dell’intergruppo è intelligente e replicabile anche a livello comunale. Lo stesso Presidente del Centro Ferrari ha invitato i Comuni a valutare di costituire intergruppi su demografia e natalità anche nei consigli comunali, per dare continuità e serietà a queste importanti politiche.Modena con la sperimentazione della baby box ha inteso inserirsi in questo percorso e in queste riflessioni: dotarsi di uno strumento che potrà essere implementato nel tempo, anche attraverso collaborazioni con il sistema produttivo e sanitario, così da offrire un supporto efficace ai genitori e ai neonati.
Uno strumento snello e modulare, che potrà evolvere anche in base alle scelte che Stato e Regione potranno fare in futuro su questi temi.In prospettiva, la Baby Box dovrebbe trovare collocazione stabile nel Documento Unico di Programmazione, con risorse dedicate e una progettazione modulare. La coincidenza di questa nuova azione con il periodo natalizio è particolarmente evocativo: nel tempo in cui si ricorda la nascita di un bambino deposto in una mangiatoia, la baby box esprime l’idea di una città che vuole essere sempre più accogliente verso la vita, verso le famiglie, e che riconosce che mettere al mondo un figlio non è solo una scelta privata, ma un bene per tutta la comunità.
Luca Barbari