A Modena, fin dal 2002, con l’approvazione del primo, in Italia, “Patto per la scuola”, si prevedeva la gratuità dell’abbonamento ai trasporti pubblici per i bambini delle materne e delle elementari. Il ragionamento era semplice: per agevolare l’uso del trasporto pubblico alle famiglie con figli, in alternativa all’auto, si assicurava la gratuità agli under 11, anche nel tempo libero; e così, le famiglie avrebbero potuto spostarsi in città pagando solo i biglietti degli adulti. Era poco? Forse. Fatto sta che, alla chetichella, Patto dopo Patto, l’accordo è stato svuotato.
A nulla è servita un’interrogazione in consiglio comunale del 29 febbraio 2015 di Adriana Querzè, la quale, diventata membro dell’opposizione dopo 10 anni di assessorato, chiedeva che fosse almeno ripristinata la gratuità del trasporto nelle uscite didattiche. Nella stessa seduta, Elisabetta Scardozzi del M5stelle chiedeva di reintrodurre l’abbonamento gratuito per gli under 14.
Mozione respinta con i voti decisivi del Pd. Nel suo intervento, Grazia Baracchi, ora assessore all’istruzione, sottolineava come la giunta dovesse tener conto della condizione economica familiare garantendo il diritto ai soli alunni in condizione economica svantaggiata. Chi era assessore al Patrimonio ed a Lavori Pubblici, quando è stata assicurata, con il primo Patto per la scuola, la gratuità agli alunni delle materne e delle elementari? Risposta semplice: Stefano Bonaccini. Corsi e ricorsi…
Franco Fondriest
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