Parte l'ovvia caccia alla talpa. Ma al netto della fonte, per noi il regista politico dell’operazione ha un nome e un cognome: Riccardo Righi.
Il sindaco Righi è in difficoltà e non da ieri. Aimag è la partita vera. Lì si sono consumate scelte azzardate, lì si è ascoltata troppo la linea della Depietri, lì si è spaccato il Pd. Se a Mirandola volano comunicati dello stesso Pd contro Letizia Budri che sembrano scritti per essere ricopiati a Carpi, un motivo c’è.
Poi c’è il caso Amo. Una voragine da 600 mila euro. Una richiesta di restituzione da 250 mila rivolta ad Alessandro Di Loreto, ex assessore della lista di Righi ancora senza sostituto. Perché? Perché il sindaco non ha i numeri politici per farlo. In questi mesi avrebbe voluto ridisegnare la giunta, mettere mano alla posizione di Paola Poletti, preparare il pensionamento di Paolo Malvezzi. Inserire figure esperte come Simone Tosi, Marco Reggiani, Elena Brina. Ma è ingessato. L’ombra della segretaria è più lunga della sua lista civica. Tanto debole che il neo consigliere Giorgio Verrini, sulle questioni chiave, è più le volte che esce dall'aula che quelle che vota.
E allora si accende la miccia Ztl. Che non cambia il centro. Non sposta un cliente, non altera un bilancio, non modifica un flusso. Ma è un marcatore ideologico. Risveglia gli ormoni atavici di quella parte più green del Pd. Divide pragmatici e identitari. Costringe tutti a prendere posizione. E soprattutto mette sotto pressione la Depietri, che deve tenere insieme il partito mentre gestisce la lotta interna per gli assessorati, specie quello all'urbanistica - leva da sempre troppo strategica per lasciarla fuori dal Pd. E un segretario indebolito è addirittura un segretario contendibile.
Ma il vero bersaglio di Righi è Paola Ruggiero, presidente di Aimag in scadenza di mandato che qualcuno vorrebbe rinnovare. Troppo ingombrante, troppo conosciuta, troppo forte dopo i risultati industriali che smentiscono la narrazione emergenziale portata in tour dal sindaco.
Nel pezzo di domenica si legge che la discussione nel Pd sarebbe avvenuta dopo che Righi se n’era già andato. Un dettaglio non casuale: così si esce puliti - quasi salvifici - e si lascia che la notizia cammini da sola. Vecchi trucchi: anche Tosi se la sarebbe giocata così.Magath
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