Cari dirigenti, o pseudotali, Lapam Confartigianato con estrema umiltà voglio dirvi la mia opinione sulla situazione Lapam dal mio punto di vista, ossia di associato. Opinione peraltro inutilmente già detta altre mille volte di persona a vari dirigenti. Quando mio padre Coriolano si associò a Lapam alcuni decenni fa, essa rappresentava un mondo, era il mondo dei piccoli imprenditori il cui intendimento di economia era alternativo all'allora partito comunista, era un modello di crescita economica legato alle famiglie e alla visione umana del progresso.
Oggi cos'è Lapam? Qual'è la visione filosofica di sviluppo che intende supportare? Qual'è il reale livello di democrazia interna? Dov'è la trasparenza su compensi e stipendi ai dirigenti? Sono solo alcune delle domande che mi sono sempre fatto e che molti associati si fanno, oggi non respiro più una visione, respiro solo tecnicismi, burocrazia e politica filo Pd.
L'ultimo intervento del presidente in tema di criminalità a Modena è vergognoso, e chiarisce assai bene quanto Lapam sia incline a non scomodare il potere, attenzione, quello stesso potere che uccide i commercianti del centro storico di Modena, quello stesso potere che con i dehor ha complicato la vita ad un sacco di attività, quello stesso potere che con i suoi piani di sviluppo della città fa scappare imprenditori, e Lapam è incline al silenzio.
Certo solo alcune proteste di facciata, ma poi alla fine l'importante è “andare d'accordo”. Dico solo una cosa, Vergogna! Andate a casa e lasciate che Lapam torni nelle mani di persone con una visione economica che vada oltre il Pd.
Bruno Rinaldi - associato Lapam
Nella foto il segretario generale Lapam Carlo Alberto Rossi
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