'Il benzene, composto chimico presente nei fumi delle Fonderie Cooperative, è una sostanza cancerogena di classe 1A. Nessun valore di questa sostanza, per quanto minimo, presente nell'aria, è da ritenersi esente da rischio per la salute. L'Unione Europea e l' Italia hanno stabilito che, per tutelare la salute della popolazione, la quantità media annua non debba superare i 5 microgrammi (milionesimi di grammo) per metrocubo di aria a condizioni standard, cioè zero gradi Centigradi e 1 Atmosfera di pressione.
Nella documentazione prodotta da Arpae (Agenzia Prevenzione Ambiente Energia Emilia Romagna) e resa nota nell'ottobre 2017, si apprende che nei fumi della Fonderia di via Zarlati, sulla base della misurazione Arpae del maggio 2017, sono presenti quantità rilevanti di Benzene: 3,25 milligrammi a condizioni standard ogni metrocubo di fumi emessi.
Se si considera che 3,25 milligrammi corrispondono a 3250 microgrammi per metrocubo di fumi e che dal camino citato ne escono ogni ora circa 100.000 metricubi, ciò equivarrebbe a 325 milioni di microgrammi di Benzene emessi ogni ora. Dato che la Normativa prevede un limite medio annuo di 5 microgrammi per metrocubo, la presenza dell'inquinante risulterebbe seicentocinquanta volte maggiore rispetto a quanto prevede la normativa'.
Dati e conclusioni che emergono dallo studio tecnico effettuato dal Comitato Respiriamo Aria Pulita sulla base delle misurazioni periodiche affettuate da Arpae nel maggio 2017 e rese note in ottobre.
'Purtroppo, sia di fronte alle conclusioni Arpae sui rischi legati all'esposizione al benzene, sia rispetto alle conclusioni emerse dal nostro studio, le preoccupazione ed i timori già ripetutamente espresse dal Comitato risultano sempre più fondate' - ha affermato Chiara Costetti, Presidente del Comitato Respiriamo Aria Pulita. 'Per questo rilanciamo le tre richieste che non hanno fino ad ora trovato risposta: un incontro, chiesto da più di un mese, con Comune ed Arpae per approfondire le evidenze specificate nella relazione Arpae sugli effetti dell'esposizione sul lungo periodo al benzene; l'entrare a fare del comitato tecnico insieme a Comune, Arpae ed azienda, ed essere coinvolti in modo trasparente ai tavoli; l'avvio di un monitoaggio fisso del benzene nella zona.
'Purtroppo - conclude Chiara Costetti - è solo grazie all'azione del comitato che certe situazioni sono emerse in tutta la loro drammaticità. E anche per questo dispiace percepire ancora oggi come l'amministrazione sembri ogni volta assumere una difesa d'ufficio della ditta anzichè agire nel superiore e fondamentale interesse della collettività che vedono nel diritto e nella tutela della salute un obiettivo comune'
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