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Forza Italia e il vuoto dell’opposizione: una partita tutta da giocare a Modena

Forza Italia e il vuoto dell’opposizione: una partita tutta da giocare a Modena

Il 4,04% delle amministrative non è solo una sconfitta, ma il segnale di uno spazio politico che attende di essere occupato


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Forza Italia a Modena si trova oggi davanti a un bivio politico che non può più essere rimandato. Da tempo il partito è attraversato da sensibilità diverse: da una parte l’approccio più combattivo e di denuncia di Antonio Platis, dall’altra la linea più dialogante e meno centrata sulla critica di Piergiulio Giacobazzi. Due impostazioni che hanno animato il dibattito interno, ma che oggi - nel nome della costruzione di una alternanza vera nel governo del territorio - devono trovare una sintesi. Infatti, pur nella consapevolezza del ruolo alternativo al potere proprio della opposizione, la vera sfida è superare la logica della contrapposizione interna per costruire una proposta politica credibile, riconoscibile e radicata sul territorio. Una sintesi, o una supremazia di una linea sull'altra, che l'imminente congresso gioco forza dovrà trovare.
Negli ultimi tempi la meritoria attenzione di Platis su grandi dossier locali come Sanità, Amo e Fondazione di Modena, solo per citarne alcuni, ha contribuito ad accendere i riflettori su temi importanti: governance, trasparenza, gestione delle partecipate. È stato un passaggio utile e ha posto le basi per trasformare la fase della denuncia in una fase di proposta, capace di indicare soluzioni concrete per la città.
Allo stesso tempo la linea più dialogante, orientata al confronto istituzionale, può rappresentare un valore solo se accompagnata da una visione politica forte.
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In una città come Modena, segnata da decenni di continuità amministrativa, il dialogo non può essere fine a se stesso: deve diventare lo strumento per costruire un’alternativa vera, non un semplice esercizio di presenza istituzionale.
 

Il dato elettorale delle ultime amministrative, molto lontano dai consensi nazionali – con Forza Italia ferma al 4,04% – non va letto solo come una sconfitta, ma come un indicatore politico molto più ampio. Perché se Forza Italia non cresce, ancora più evidente - nonostante le alte percentuali di consensi ottenuti - è lo scarso successo sinora dell’opposizione guidata da Fratelli d’Italia e dall'ex candidato sindaco Luca Negrini, lontani dal costruire un’alternativa credibile al sistema di potere che governa Modena da decenni.
L’opposizione guidata da Luca Negrini ad oggi si è dimostrata più attenta alla visibilità che alla costruzione di una proposta amministrativa solida, non è riuscita a produrre una visione credibile di città né a costruire una squadra capace di parlare oltre la platea identitaria di partito. La sua tenuta politica locale poggia in larga parte sulla spinta nazionale del governo guidato da Giorgia Meloni: una rendita di posizione fatta di consenso riflesso, più che di radicamento territoriale.
Ma la luce che arriva da Roma non può illuminare a lungo il vuoto progettuale modenese. E infatti il risultato è evidente: Modena continua a essere politicamente dominata dal centrosinistra, non solo per forza propria, ma anche grazie all’assenza di un’opposizione strutturata, organizzata e credibile.
 

Ed è proprio qui che si apre un’enorme opportunità per Forza Italia. Il vuoto lasciato da Fratelli d’Italia non è solo un problema per il centrodestra, ma uno spazio politico enorme per chi saprà occuparlo con serietà, competenza e credibilità. Un’area moderata, produttiva, professionale e urbana oggi completamente scoperta, che non si riconosce né nella sinistra modenese né in un’opposizione urlata e inconcludente.
Forza Italia può e deve candidarsi a riempire questo spazio. Può diventare il baricentro di un’opposizione moderna, pragmatica e riformista, capace di parlare al mondo delle imprese, delle professioni, dei quartieri produttivi, delle famiglie che chiedono servizi migliori, meno burocrazia e una città più competitiva.
Per farlo, però, serve un cambio di passo anche interno. Serve aprire il partito, favorire il ricambio generazionale, valorizzare competenze nuove, coinvolgere la società civile e i mondi produttivi. Serve costruire una squadra, non solo gestire equilibri.
E soprattutto occorre evitare sterili contrapposizioni tra presunte correnti ‘istituzionali’ e chi avanza critiche frontali, perché queste contrapposizioni non fanno che consegnare ancor di più il pallino del gioco a chi oggi traina il centrodestra, Fdi, che per mantenere la leadership gioisce delle debolezze dei propri alleati.
 

Il prossimo congresso di Forza Italia può diventare dunque un’occasione vera di rilancio, se verrà utilizzato non come semplice passaggio formale, ma come momento di confronto vero e aperto (cosa che il Pd a Modena ha evitato con cura) e ridefinizione della linea politica sul territorio: obiettivi chiari, priorità per la città, metodo di lavoro trasparente e partecipato.
Se Forza Italia saprà cogliere questa occasione, potrà tornare a essere protagonista anche in una città storicamente difficile per il centrodestra. Se invece resterà prigioniera delle dinamiche interne, rischierà di perdere un altro treno importante.
La scelta è aperta. Ed è una scelta che riguarda non solo il partito, ma il futuro politico della città.
B.Lazzari
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