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'Scandalo Fondazione di Modena, in una città normale il tutti a casa sarebbe il minimo sindacale'

'Scandalo Fondazione di Modena, in una città normale il tutti a casa sarebbe il minimo sindacale'

Maria Grazia Modena: 'Una Fondazione, evidentemente ridotta a bancomat del Comune di Modena, svolge il proprio compito istituzionale correttamente?'


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'Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e in Fondazione di Modena sono tanti i sordi, dal Presidente, ai Consiglieri di amministrazione, ai revisori e addetti alla vigilanza. La Fondazione di Modena subisce per cinque anni una distrazione di fondi dell’ordine (si dice) di circa due milioni di euro da parte di un dipendente infedele, ma nessuno di costoro, formidabile pattuglia di vigilanza, se ne sarebbe accorto se nel giugno scorso la Guardia di Finanza non li avesse bruscamente svegliati scampanellando in via Emilia Centro 283. E sia lode alla Guardia di Finanza, altrimenti chissà per quanti altri anni l’infedele avrebbe sguazzato nella sua “ludopatica” sottrazione di soldi pubblici verso le casse delle agenzie di scommesse'. A parlare è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.
'In una città normale il tutti a casa sarebbe il minimo sindacale, ma a Modena ci si può permettere questo ed altro. Perché, questa situazione di una gravità assoluta non è la sola anomalia riscontrabile nella Fondazione di Modena, i cui componenti, ricordiamo, sono tutti di nomina pubblica (prevalentemente politica) e gestiscono denaro pubblico, perseguendo, secondo lo Statuto, “esclusivamente scopi di utilità e solidarietà sociale e di promozione dello sviluppo economico, sociale, culturale, scientifico, umano, etico e civile.
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La Fondazione promuove e sostiene la ricerca scientifica e tecnologica, promuove e sostiene la valorizzazione dell’arte, delle attività e dei beni culturali e ambientali, promuove e sostiene le attività di rilevante valore sociale e umano…”.
Andando a spulciare come viene gestito il “tesoretto di Modena” più che di “promozione dello sviluppo” si ha l’impressione che ci si preoccupi di ben altro, come si evince dalla distribuzione dei fondi del 2024, tra i quali spicca qualche milione di euro versato a pioggia a una pletora di associazioni, tra cui spiccano con una quota praticamente fissa di 7000 euro le Polisportive e tante altre con cifre insignificanti, che di sicuro non rappresentano alcuna possibilità di sviluppo o di qualcosa di utile per la città - continua la Modena -. Sostegni alle varie Associazione culturali, sportive... (Modena ne annovera più di 500, riconosciute dal RUNTS) che nei tempi passati erogava il Comune. Una Fondazione, evidentemente ridotta a “bancomat del Comune di Modena”, svolge il proprio compito istituzionale correttamente? Una tale involuzione e appiattimento della Fondazione, rafforzata dalla riscossione da parte del Comune nel 2024 di ben altri tre milioni di euro sui progetti presentati, spiega le incomprensioni fra l’ex sindaco Muzzarelli e il precedente presidente della Fondazione Cavicchioli, sicuramente più restio a cedere sull’autonomia dell’Ente rispetto al Comune.
Involuzione, che con la nomina del presidente Tiezzi nel 2023, invece, sembra essersi consumata. Lo ripeto in una città normale il tutti a casa sarebbe d’imperio, non solo per essersi fatti gabbare lungamente da un impiegato infedele ma, soprattutto, perché ci sarebbe bisogno di ridefinire da capo e in fretta obiettivi, compiti e funzioni della Fondazione, ne va dello sviluppo del territorio. E possibilmente, legislazione permettendo, modificando quel complicato sistema di governance che serve più a falsificare come privato un compito che è sostanzialmente pubblico, che viene affidato attraverso nomine prevalentemente politiche per la gestione di fondi pubblici'.
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