'La stampa locale ha riportato la notizia di un presunto ammanco all’interno della Fondazione di Modena, già Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, con conseguente sospensione di un dipendente per sospetta appropriazione indebita di somme dell’Ente – spiega il consigliere -. La Fondazione stessa ha reso noto, tramite comunicato, che, a seguito di verifiche amministrativo-contabili, sarebbe emersa il 15 ottobre 2025 un’attività fraudolenta ai danni dell’Ente, ponendosi essa stessa come parte lesa e annunciando ulteriori approfondimenti e verifiche interne'.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia indica che da notizie apparse sulla stampa locale nel mese di gennaio 2026 l’ammanco sembra essere molto più consistente rispetto a quanto emerso in ottobre 2025. 'Pare, infatti, – sottolinea Pulitanò – che lo stesso ammonti a circa 2 milioni di euro'.
'La Fondazione di Modena è uno degli attori più rilevanti e attivi sul territorio nel sostegno a progetti sociali e culturali: la Fondazione collabora stabilmente con enti pubblici e privati, fra cui il Comune di Modena. Eventuali irregolarità, – prosegue il consigliere – pur se interne alla Fondazione e in un contesto in cui il Comune non sia parte lesa diretta, potrebbero comunque avere riflessi su progetti condivisi o su eventuali risorse pubbliche impegnate'.
'La questione degli ammanchi o delle perdite milionarie legate a svalutazioni di titoli nel portafoglio della Fondazione di Modena è un tema di estrema gravità che tocca indirettamente anche la Regione Emilia-Romagna, sebbene i piani giuridico e politico siano distinti', dichiara Pulitanò, che chiede alla Giunta De Pascale se sia stata informata dalla Fondazione circa la vicenda dell’ammanco, quali rapporti, economici e non, siano attualmente in essere tra la Regione Emilia-Romagna e la Fondazione di Modena e quali forme di rappresentanza, controllo o vigilanza la Regione detenga all’interno degli organi della Fondazione.
'Il rapporto tra la Regione Emilia-Romagna e la Fondazione di Modena rappresenta un modello consolidato di partenariato pubblico-privato - si legge nello specifico nella interrogazione -. Questa collaborazione non è solo finanziaria, ma strategica: la Fondazione interviene laddove la spesa pubblica fatica ad arrivare, accelerando l'innovazione tecnologica e il sostegno alle fragilità sociali.
-Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS): La Fondazione partecipa ai tavoli di programmazione dove la Regione e i sindaci (UCMAN inclusa) decidono le priorità. Pur non avendo voto deliberativo sulle scelte cliniche, il suo parere è fondamentale per la sostenibilità economica dei nuovi investimenti.
-Emergenza-Urgenza: Durante la pandemia e nella successiva riorganizzazione dei CAU, la Fondazione ha agito come facilitatore per l'acquisto rapido di dispositivi di telemedicina, permettendo alla Regione di sperimentare nuovi modelli di cura domiciliare.
La collaborazione con la Regione passa spesso attraverso l'Università di Modena e Reggio Emilia:
-Tecnopoli e Centri di Ricerca: La Fondazione è socia e sostenitrice dei Tecnopoli regionali, che lavorano su ambiti cruciali per la sanità del futuro, come la medicina rigenerativa e la cybersecurity dei dati sanitari.
-Borse di studio e ricercatori: Finanzia percorsi di dottorato e borse di ricerca che permettono di mantenere a Modena eccellenze cliniche che poi operano nelle strutture del Servizio Sanitario Regionale'.
'Con l'elezione di Michele de Pascale alla presidenza della Regione e la nomina di Giancarlo Muzzarelli alla presidenza della Commissione Sanità, il dialogo si è fatto ancora più serrato: la Fondazione è chiamata dalla Regione a sostenere i progetti di 'medicina di prossimità' per evitare lo spopolamento dei territori più lontani dai capoluoghi, come appunto la Bassa Modenese o l'Appennino.
Nella foto il presidente della Fondazione di Modena Tiezzi con i parlamentari Fdi Daniela Dondi e Michele Barcaiuolo

