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Scandalo Fondazione di Modena, Zanca: 'Non abbiamo gli strumenti per chiedere dimissioni del Cdi'

Scandalo Fondazione di Modena, Zanca: 'Non abbiamo gli strumenti per chiedere dimissioni del Cdi'

'Secondo lei noi possiamo chiedere le dimissioni del Consiglio di indirizzi? Io sono uno che decide in modo netto. Se avessimo gli strumenti per agire...'


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Due scandali a confronto, quello di Amo, partecipata pubblica finita al centro della cronaca per un ammanco da 515mila euro, e quello della Fondazione di Modena, ente giuridicamente privato a cui un dipendente infedele avrebbe sottratto una cifra che varia da uno a due milioni di euro. Su uno si è molto discusso, sull’altro, è calato un velo di silenzio, ribadito anche dal presidente Matteo Tiezzi che pochi giorni fa - incalzato - ha detto di dover rispondere prima al proprio Cda e al proprio Cdi, nonostante la vocazione evidentemente pubblica della Fondazione. Venerdì sera negli studi di TvQui, nella puntata di Detto e Non Detto, condotto da Monica Bartolucci per la prima volta, è intervenuto anche un esponente dell’amministrazione, l’assessore Paolo Zanca. Insieme a lui ospiti in studio l’amministratore unico di Amo, Andrea Bosi e il direttore del nostro quotidiano, Giuseppe Leonelli.
Se Bosi ha ricapitolato lo stato dell'arte sul caso Amo, le prese di posizione più originale sono arrivate dall'assessore Zanca. Parole quelle di Zanca che fanno seguito a quell'appello del sindaco (mostrato in tv ieri sera) a rompere 'l'assordante silenzio' sullo scandalo Fondazione.
 

Qui il video completo.
 

'I tre milioni di euro' erogati in un anno dalla Fondazione di Modena
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'per le esigenze del Comune di Modena sono pochi: tre milioni su un monte di erogazioni pari a 20 milioni sono circa il 15%, mentre il Comune di Modena incide anche di più' - ha detto Zanca in premessa sul tema dei fondi erogati direttamente al Comune di Modena (qui) -. 'Anche se evidentemente non è compito mio intervenire, so che la Fondazione ha regolamenti precisi per le erogazioni e agisce su un territorio ampio...' Poi la stoccata al Comune di Palagano, dove il sindaco è il presidente della Provincia Fabio Braglia, fedelissimo di Muzzarelli e politicamente distante dalla giunta modenese: 'Di quei venti milioni una parte usata per fare cose importanti... Poi si può sempre discutere... Coi soldi spesi per la parrocchia di Palagano, quante cose sociali in più si potevano fare?'
Nello specifico il riferimento era alla 'valorizzazione della Chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista in Palagano', progetto per il quale nel 2023 la Fondazione ha erogato 35.000 euro.
Soffermandosi invece sulla distinzione tra Amo e Fondazione Zanca ha detto: 'Da un lato abbiamo una società pubblica che offre servizi pubblici al cittadino in modo che speriamo sempre più efficace', dall'altro un ente privato.
E infine il passaggio più delicato.
Il Comune, a fronte dello scandalo dell'ammanco da 2 milioni, può intervenire per chiedere un passo indietro dei vertici della Fondazione? Zanca, dopo aver rivendicato il ruolo del Comune nell'aver portato alla dimissioni dei vertici di Amo, ha detto che chi gestisce denaro pubblico ha responsabilità soggettive, oggettive e morali e tutte e tre vanno tenute in considerazione in modo distinto, preservando il garantismo.
'Io sono un vecchio brontolone che rompe le scatole perchè penso che compito di chi amministra la cosa pubblica sia essere molti rigorosi su come impegnare i soldi dei cittadini. Fondazione e Amo sono dunque due cose molte diverse e anche i protagonisti sono molto diverse e anche i protagonisti sono molto diversi'. Quindi, rispondendo a una esplicita domanda sulla possibilità di far fare passi indietro ai vertici della Fondazione, ha detto: 'Secondo lei noi possiamo chiedere le dimissioni del Consiglio di indirizzi? Io mi porto dietro l'idea di essere uno che decide in modo netto... Se avessimo gli strumenti per agire... Io non approvo fare proclami e non essere conseguente ai proclami'. Sul caso Fondazione 'non abbiamo strumenti veri per produrre risultati, io sono per agire per fatti, se ci sono gli strumenti per agire, bene si agisca.
In questo caso non abbiamo gli strumenti'.
Quindi, se aveste avuto gli strumenti, avreste fatto dimettere i vertici della Fondazione come su Amo? - viene chiesto in modo diretto, e Zanca si schermisce: 'Non va interpretato così il mio pensiero. Io dico che non ci sono le condizioni e gli strumenti per agire'.
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