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Francamente: fare e rifare, è sempre un modo per guadagnare

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A partire dal 3 di settembre 2013 (proprio pochi giorni prima del Festival della filosofia) sono iniziati i lavori per i nuovi bagni per un costo di 249.000 euro, anche se quello complessivo è di 400.000 mila euro (compresa la demolizione dei chioschi). I lavori avrebbero dovuto concludersi entro il 20 dicembre dello stesso anno. I nuovi bagni sono entrati in funzione il 15 maggio 2014. Ora, siamo a settembre 2017, è necessario un intervento per lavori di sistemazione delle controsoffittature dei bagni interrati "per evitare infiltrazioni di acqua meteorica; verrà inoltre ripristinato l'impianto di riscaldamento-raffrescamento e di aspirazione.à Insomma, par di capire, dopo tre anni, ci sono infiltrazioni di acqua dai soffitti e problemi all'impianto di riscaldamento e di aspirazione. Chi paga? Ovviamente il Comune


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C’erano quelli che irridevano allo “ZERO VIRGOLA”; e se fossero condannati loro stessi allo “ZERO VIRGOLA”?

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Ma veniamo al tema di oggi

I BAGNI DI PIAZZA XX SETTEMBRE-LA STORIA

Un comunicato stampa di questi giorni, del Comune di Modena, ci informa che: “Prendono il via lunedì 25 settembre alcuni lavori di manutenzione straordinaria dei bagni pubblici di piazza XX Settembre, che rimarranno chiusi per circa un mese.  L’intervento in piazza XX Settembre prevede in particolare lavori di sistemazione delle controsoffittature dei bagni interrati per evitare infiltrazioni di acqua meteorica; verrà inoltre ripristinato l’impianto di riscaldamento-raffrescamento e di aspirazione”.

Ma torniamo indietro di qualche anno, precisamente tre; ecco cosa comunicava lo stesso ufficio stampa il 15 maggio del 2014, al momento della apertura dei nuovi bagni: “I nuovi bagni di piazza XX settembre sono stati progettati da Sglab (per la parte strutturale) e da Betarchitetti (per la parte architettonica), studi che avevano vinto il concorso indetto dall'assessorato all'Urbanistica del Comune di Modena. I lavori sono stati seguiti dal Settore lavori pubblici del Comune con il parere favorevole delle soprintendenze competenti e con il cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna nell'ambito del progetto di riqualificazione dell'intera piazza coordinato dal Settore Interventi economici (il

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costo dell'intera riqualificazione cofinanziata, compresa la rimozione dei vecchi chioschi, è stato di circa 400 mila euro)'.

Ma ecco cosa diceva il comunicato del Comune, diversi mesi prima, il 3 settembre del 2013: “Piazza XX settembre, assegnati i lavori per i nuovi bagni pubblici. I lavori di esecuzione dei nuovi bagni saranno a cura dell’impresa Scianti, ditta che fa parte del Consorzio che si è aggiudicato la gara. La ditta esecutrice, come prevede l’appalto, dovrà terminare i lavori entro il 20 dicembre di questo anno. Per questo intervento l’Amministrazione comunale ha previsto una spesa di 249 mila euro.”

FACCIAMO UNA SINTESI:

A partire dal 3 di settembre 2013 (proprio pochi giorni prima del Festival della filosofia) sono iniziati i lavori per i nuovi bagni per un costo di 249.000 euro, anche se quello complessivo è di 400.000 mila euro (compresa la demolizione dei chioschi). I lavori avrebbero dovuto concludersi entro il 20 dicembre dello stesso anno.

I nuovi bagni sono entrati in funzione il 15 maggio 2014. Ora, siamo a settembre 2017, è necessario un intervento per lavori di sistemazione delle controsoffittature dei bagni interrati 'per evitare infiltrazioni di acqua meteorica; verrà inoltre ripristinato l’impianto di riscaldamento-raffrescamento e di aspirazione.”

Insomma, par di capire, dopo tre anni, ci sono infiltrazioni di acqua dai soffitti e problemi all’impianto di riscaldamento e di aspirazione.

Chi paga? Ovviamente il Comune.

LA SCARSA QUALITA’ DEGLI INTERVENTI PUBBLICI:

Questo esempio ci offre l’occasione per sottolineare la scarsa qualità di alcuni interventi pubblici; non occorre molta fantasia, né molta fatica per rendersene conto, basta guardare le piste ciclabili che spesso, si aprono in due con pericolose fenditure, ma anche la scarsa persistenza della segnaletica orizzontale, per non parlare poi delle palizzate che circondano laghi o delimitano i percorsi pedonali o ciclabili ormai ridotte a cumuli di legname marcescente. Recentemente, mi sono recato in un comune dell’Appennino ed ho potuto constatare come, al momento dell’asfaltatura, avessero quasi riempito di bitume le caditoie.

Comunque, anche le famose fontane di piazza Roma sembra che qualche problema ce l’abbiano ancora. Ma c’è qualcuno che controlla? E se i lavori sono fatti male, chi paga?

Franco Fondriest

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