Dopo il voto in Sassonia gli pseudoleaders del campo largo faranno gara a fare analisi sulle motivazioni della affermazione della destra estrema e la sconfitta dei cristiano sociali, della sinistra e dei verdi. Personalmente concordo con l'intervista del prof Cacciari ad Adnkronos di ieri.
Questi non hanno saputo vedere e capire cosa stava accadendo in Italia nel dopo Draghi e del suo governo a cui hanno partecipato assieme alla Lega e a Forza Italia. Governo tecnocratico, di cultura e di fatto neoliberista a cui si sono omologati e che hanno difeso anche dopo la sua fine, sostenendo e invocando la continuazione della 'agenda Draghi' come via da proseguire...
Governo che attraverso la sua politica, ignorando i bisogni reali dei cittadini, tenendo oppressi diritti e conquiste sociali, salari stipendi e pensioni, ha aperto la strada al malessere in vasti strati popolari, spingendoli verso l'astensione elettorale o il voto a destra che ha portato all'affermazione di quest'ultima avente tratti chiaramente fascisti.
Questi pseudoleader anche ora sembrano non capire il momento. Sembrano non capire che occorre cambiare pagina in modo netto, lavorare per impostare da subito un programma di governo forte , netto, democratico, riformista in senso politico, costituzionale, sociale, civile.
E' impossibile fermare questa destra in un parlamento in cui non hanno i numeri per poter fare nullaltro che una testimonianza importante ma inefficace.
Essi devono finirla col balletto primarie si primarie no e ricordarsi che il referendum in gran parte lo hanno vinto giovani che non votano per loro, perché delusi da loro, e a cui bisogna dare una speranza di cambiamento reale.Essi devono indicare, oltre al programma, come prioritari, la pace e la riduzione delle spese per gli armamenti, condannare i criminali colpevoli di genocidio a Gaza ed in Cisgiordanua e di avere sgretolato quello che restava del diritto internazionale, difendere le Ong e i salvataggi nel mediterraneo, ormai diventato in cimitero a cielo aperto, non finanziate i lager in nordafrica e ovunque essi siano, Albania compresa.
Cose da fare in fretta e con trasparenza mobilitando intelligente e forze anche fuori dal recinto del 'campo largo'. Cose da fare creando un rinnovato rapporto con i movimenti sociali, con i mercati, le forze democratiche ed antifasciste.
Cose da fare per ridare un orizzonte positivo a questo paese e fermare l ondata autoritaria e fascista.
Roberto Vezzelli - ex presidente Legacoop
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