Si fa tanto parlare del ruolo delle opposizioni e di come esse si potrebbero confrontare positivamente con le maggioranze, ma anche del ruolo di quest’ultime e di come si potrebbero confrontare positivamente con le opposizioni. Come stanno, oggi, le cose a Modena, è facile comprenderlo seguendo le attività del consiglio comunale, in particolare, una di queste, considerata minore, che è quella delle interrogazioni ed interpellanze.
A questo punto, è bene riportare un caso concreto in cui le minoranze hanno presentato proposte utili, ragionevoli e poco costose.
Vediamo quindi, cosa è accaduto nel consiglio comunale di giovedì 22 febbraio. Riporto dal comunicato stampa del Comune di Modena.
La mozione respinta sul progetto “vuoto a rendere”, illustrata da Elisabetta Scardozzi del M5s, chiedeva all’Amministrazione di prevedere incentivi economici, come per esempio la riduzione della tassa sui rifiuti, per gli esercenti, i produttori e i distributori che aderiranno alla sperimentazione per la restituzione degli imballaggi a uso alimentare promossa dal Governo, che però “non ha previsto adeguati incentivi per gli operatori” (a favore M5s, Art.1-Mdp-Per me Modena, CambiaModena, FI, Energie per l’Italia, Idea Popolo e libertà, contro Pd).
L’ordine del giorno respinto per il sostegno al piccolo commercio presentato da Marco Bortolotti (M5s), riprendeva i contenuti di un analogo emendamento: partiva dalla considerazione che le piccole attività commerciali garantiscono una presenza “costante e rassicurante nei quartieri” per invitare l’Amministrazione a individuare nuovi strumenti strategici e formativi a sostegno degli operatori del piccolo commercio in modo che possano essere maggiormente competitivi (a favore M5s, FI, Energie per l’Italia, Idea Popolo e libertà, e i consiglieri Marco Chincarini e Marco Malferrari di Art.1-Mdp-Per me Modena, contro Pd, astenuti CambiaModena e Art.1-Mdp-Per me Modena). La mozione respinta di Andrea Galli (FI) partiva dall’immagine di “marciapiedi assolutamente degradati o addirittura inesistenti” e dai problemi che la situazione crea in particolare a chi ha difficoltà di deambulazione. Chiedeva una ricognizione entro sei mesi per poi preparare, in altri sei mesi, un Piano di intervento che preveda in cinque anni il rifacimento totale dei marciapiedi, partendo dalle aree maggiormente frequentate (a favore M5s, FI, Energie per l’Italia e Idea Popolo e libertà, contro maggioranza eccetto Domenico Campana e Marco Chincarini di Art.1-Mdp-Per me Modena che si sono astenuti così come CambiaModena).Non ci sono soldi?
Lascio ai lettori ogni considerazione.
Franco Fondriest
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