Nella giornata di ieri ha preso vita il nuovo gruppo consiliare Art.1 MDP / Per me Modena, ufficializzando di fatto tutti i rumors che erano già ampiamente circolati a fine luglio, quando Bersani fu ospite della nostra Città e, festosamente, accennò a qualcosa di questo tipo. Circolarono, all'epoca, diverse informazioni, anche di diverso orientamento, che spaziavano fra una mera adesione del gruppo numerosamente più piccolo al gruppo più grande, ad una sorta di congiunzione di forze politiche che, avendo già collaborato proficuamente su diversi argomenti, avevano ritenuto opportuno formalizzare questa realtà. Ci fu necessità di procedere ad alcune comunicazioni 'di chiarimento' che, da parte di Per me Modena, intesero principalmente ribadire la propria posizione di opposizione all'attuale Amministrazione e che l'accordo stipulato avrebbe potuto contemplare esclusivamente una condivisione tematica, nella più ampia autonomia.
Ho già manifestato, all'epoca, il mio dissenso con questa decisione, limitatamente a quella di Per Me Modena, sentendomi in diritto di farlo essendo quest'ultima (anche questo l'ho già scritto) una lista alla cui nascita ho contribuito. Per un eventuale presa visione della ragioni della mia critica di allora, rimando a quanto già scritto che é stato cortesemente ospitato da LaPressa.
La conferenza stampa di ieri ha precisato
diversi aspetti: la dichiarazione di piena autonomia, ribadita ieri alla presenza di entrambi i 'contraenti' di questo connubio, è stata una conferma attesa, così come lo é stata l'ulteriore dichiarazione di Per me Modena di permanenza all'opposizione all'attuale Giunta. Il capogruppo del neonato consesso, Trande, ha motivato la necessità di attuare fin da subito questa scelta, che é stata più volte definita 'generosa', per l'urgenza imposta l'attuale fase politica, che ci porterà presto all'elezioni nazionali e fra poco più di un anno a quelle amministrative. Urgenza, è stato detto, necessaria per cercare di avere il tempo per predisporre una 'coalizione' politica di sinistra che possa fronteggiare la temuta avanzata di quelle forze politiche di destra ritenute pericolose. Una forza politica che Campana ha definito un 'gerundio', preferendo questa citazione in italiano alla scontato inglesismo del work in progress, una coalizione da costruire strada facendo con tutti gli interlocutori interessati.Su questo particolare ultimo punto, che è stato origine e causa del mio dissenso, mi permangono, lo confesso, alcune perplessità. Parto da una considerazione: ieri, sempre Trande, rispondendo ad una domanda su quale potrà essere in concreto il ruolo del nuovo gruppo quando si troverà nelle condizioni di dover esprimere un voto su una materia che non riscontra piena condivisione, ha creduto bene di dire qualcosa del tipo: '...
Conosco troppo bene Trande per pensare che non abbia pensato bene a ciò che ha detto ed altrettanto bene per credere che abbia voluto proporre un solo comportamento cerchiobottisrico, tipo da tarallucci e vino. Allora non mi rimane che pensare che egli, con quella frase, abbia voluto significare che non preclude la possibilità che il nuovo gruppo, si badi bene, tutto l'intero gruppo possa (ho scritto 'possa'), seppure gradualmente, aderire alla maggioranza. Del resto, degli attuali sette consiglieri che lo compongono, già cinque lo hanno fatto a suo tempo e lo hanno confermato oggi. Seppure sia convinto che non si tratterà mai di una questione muscolare, a questo proposito non posso non immaginare l'insorgenza di problemi.
Il primo che vedo riguarda le relazioni con tutte quelle componenti della sinistra modenese, che peraltro sono state citate, che difficilmente potrebbero mettersi in una situazione che lasci dubbi in merito ad una posizione di netta opposizione all'attuale maggioranza.
Oggi, seppure nella nostra realtà cittadina siano prive di rappresentanza istituzionale, sono componenti importanti, presenti ed attive nel dibattito politico cittadino e rappresentano 'mondi' ed opinioni che potrebbero costituire le fondamenta, l'edificio ed il tetto di quella nuova sinistra che può contenere anche il progetto di Trande e Campana.
Non ho nascosto e non nascondo che sarebbe stato più opportuno, politicamente adeguato e corretto, e che anch'io avrei di gran lunga preferito, che quel 'gerundio' di cui parla Campana avesse mosso i suoi primi passi cercando 'un mettersi insieme' di tutte quelle forze, ancor prima o perlomeno contemporaneamente a quella di Art.1 MDP, che, bene o male che sia, è stata ed é tuttora una forza di maggioranza. Volendo utilizzare metafore di un tempo si potrebbe dire: accorpare prima i simili e poi i diversi (non lo si fraintenda in senso etnico!).
Per me Modena avrebbe potuto, ed a mio avviso dovuto, essere l'interfaccia, anche istituzionale, di quelle componenti con le quali condivideva, e non da poche settimane, un universo ideale che, declinato nella nostra Città, si pone in termini alternativi al PD renziano. Avrebbe potuto/dovuto incontrare quelle forze, con un'intenzionalità precisa, esserne i portavoce ed esercitare un autentico ruolo aggregativo.
Non lo ha fatto o forse, meglio, non lo ha fatto bene e abbastanza e di ciò che é avvenuto, in politica più che altrove, occorre prenderne atto.
Certo che cosi come sono andate e come stanno le cose non si può dire che é stata confezionata una bella ciambella con il suo bel buco.
Il buco, cioè fare tutto ciò che non si è fatto (perlomeno a sufficienza) è ancora in impegno da prendere e vedremo se saremo capaci di rimediare.
Giovanni Finali
(1).jpg)

