Caro direttore,
leggo sul suo giornale, sempre attento ed obiettivo sulla politica locale il conflitto fra l’ex sindaco Giancarlo Muzzarelli e il direttore generale dell’Asl, dottor Mattia Altini che era nell’aria da giorni, da quando l’attuale presidente della Commissione Sanità regionale ha presentato una interrogazione (regionale) che chiede di sapere, riassumo in soldoni, se le decisioni dell’Aou (Azienda ospedaliera universitaria) modenese siano autonome o debbano sottostare alla più potente Asl. E’ vero che oggi il dottor Altini è il punto attorno al quale ruota tutto: liste d’attesa, appropriatezza prescrittiva, guardie mediche h24, accorpamento ASL/Azienda Ospedaliera Universitaria, che sta studiando insieme al Dg dell’Aou, dottor Baldino. Non di Policlinco/Baggiovara, che spetta al Dg dell’Aou e che il sindaco Massimo Mezzetti ha recentemente citato, come urgente per ridurre costi, sprechi e conflitti di competenza.
Poi al dottor Altini fanno capo i Medici di Medicina Generale, che fanno corpo per non andare nelle Case della Comunità, volute dal PNRR e gli Ospedali del territorio. Belle gatte da pelare!
Ma il Dottor Altini, a differenza degli altri interlocutori, è un medico e prende decisioni su basi pratiche, scientifiche ed epidemiologiche oltre che in base alla sua provata esperienza sul campo in Romagna.
Chiudere un punto nascita non è un capriccio, non è un pretesto per risparmiare risorse, ma è un problema di sicurezza, si guardano infatti i “volumi” di accessi da cui nasce la competenza. E allora: è indubbio che nascano meno bambini, ovunque, e che necessiti una rete che assicuri che le nascite si concentrino in ospedali con alti volumi di accessi, con un reparto di Neonatologia/terapia intensiva neonatale, come sono Policlinico, Ospedale di Sassuolo e il Ramazzini di Carpi. E così, mi sembra, stia avvenendo.Quanto alle liste d’attesa, non me ne vogliano i Medici di Medicina Generale, la Finmg e il presidente dell’Ordine dei Medici dottor Carlo Curatola, anche segretario nazionale della Finmg, le Case della Comunità sarebbero, come filtro di prima linea, molto utili per ridurre le liste d’attesa.
E’ chiaro che, a fronte, di tutto questo sarebbe necessario un aumento di stipendio per tutta la classe medica, da adeguare a quelli europei.
Ma la realtà, meno scientifica, ma molto più grave e sconcertante e sotto gli occhi di tutti i modenesi, dice che nella Sanità modenese si è scatenata una lotta politica di potere, tutta intestina al PD, tra due fazioni che comunque vada a finire, dovunque troveranno il punto di compromesso, che certamente verrà trovato, non porterà alcun beneficio o miglioramento alla Sanità modenese, ma solo alla “banda” vincitrice, che potrà spartirsi il bottino delle ricche?
Per esperienza le lotte intestine di potere non hanno mai giovato all’oggetto del contendere, ma solo ai lupi che si sono affrontati nella lotta… fratricida, nel caso nostro!
Maria Grazia Modena, Consigliere comunale e Capo Gruppo della Lista Civica “Modena x Modena”


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