Il rilancio della zona Tempio-Stazione non passa certo dall’aggiungere alla zona rossa una sorta di zona a luci rosse, neppure nelle sue varianti più iperrealistiche. Il business della gratificazione solipsistica non contribuisce alla rigenerazione urbana, né favorisce quella socialità positiva di cui l’area ha oggi un estremo bisogno.
E non si tratta di moralismi d’altri tempi, ma dello sguardo concreto di chi osserva quotidianamente ciò che accade nel quartiere e fatica a cogliere reali segnali di miglioramento. Al contrario, assistiamo ad aperture che finiscono per impoverire, anziché rafforzare, il tessuto sociale.
È chiaro che non compete al Comune stabilire chi possa aprire un’attività economica e chi no. Tuttavia, l’amministrazione può – e deve – favorire percorsi capaci di riportare in quest’area funzioni di valore, attrattive e generative. Penso, ad esempio, al progetto della Cittadella della Giustizia, la cui gara d’appalto confido possa procedere al più presto, o alla creazione di nuovi hub urbani, culturali e sociali, in grado di cambiare davvero il volto del quartiere.
Solo pochi mesi fa il Consiglio comunale ha approvato impegni chiari per una riqualificazione seria, capace di restituire alla città un quartiere vivo, sicuro e ricco di luoghi che generino relazione, incontro e cultura. L’annuncio di questa apertura va purtroppo in direzione opposta e risulta svilente rispetto alle attese e alle speranze della comunità modenese.
Credo sia fondamentale continuare a lavorare affinché Tempio-Stazione diventi davvero un punto di forza per la città, e non un terreno di arretramento sociale.
Luca Barbari - Consigliere comunale PD Modena



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