M5S: 'Lapide Duchi Estensi, lo sfregio dell'inno asburgico divenuto poi inno della Germania suonato a Modena'
'Le stesse note che si eseguivano quando i nostri patrioti risorgimentali e i nostri partigiani venivano uccisi'
19 novembre 2025 alle 12:08
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'Tre anni fa, 14 febbraio 2022, il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Enrica Manenti presentò un'interrogazione in Consiglio Comunale sulla proposta avanzata da Carlo Giovanardi di apporre sulla facciata di Palazzo Ducale una lapide in memoria degli Estensi e degli Asburgo d'Este. Una lapide che aveva il sapore di una riabilitazione apologetica. L'assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi così rispose: 'Gli strumenti già adottati con l’obiettivo di divulgare e valorizzare la storia del Palazzo ducale e della Casa d’Este nella storia di Modena ci sono e sono diversi. Apporre una lapide commemorativa della dinastia estense sulla facciata dell’edificio, come proposto dall’onorevole Giovanardi, avrebbe, invece, un significato meramente celebrativo e non risponderebbe in modo efficace all’obiettivo di far conoscere ai visitatori chi governò il Ducato'. Eppure la lapide (accorciata rispetto al testo proposto allora con l'omissione dei nomi di tutti i duchi Estensi e d'Asburgo d'Este) verrà inaugurata sabato 22 novembre alle 11 in piazza Roma alle spalle della statua di Ciro Menotti, alla presenza del 'Battaglione Estense' e di Martino d'Asburgo, ultimo erede della casata d'Austria'. A intervenire è il M5S di Modena.'Ma il falso storiografico più eclatante sta nell' ultima frase della lapide stessa, dove è scritto - a quanto risulta - che 'Modena fu capitale di uno degli antichi Stati che diedero vita al Regno d'Italia nel 1861'.
Come se non bastasse dal programma dell'evento risulta ad oggi che la banda militare in abiti ottocenteschi eseguirà l'inno estense cioè l'inno asburgico divenuto poi l'inno della Germania. Le stesse note che si eseguivano quando i nostri patrioti risorgimentali e i nostri partigiani venivano uccisi. Impossibile infatti non ricordare che nella sede di quella stessa Accademia Militare stava la famigerata 'quota pipistrello' dove i nostri partigiani venivano orrendamente torturati e uccisi, come molti ricordano. Una offesa per la storia del nostro Risorgimento e della nostra Resistenza.Ora, se la Storia per chi ha voglia di studiarla e magari approfondire, rimane a disposizione di tutti, non possiamo non denunciare una sorta di 'manipolazione ideologica' delle vicende della Città e chiediamo maggiore rispetto per chi ha tanto sofferto per permetterci oggi di essere liberi. L'iniziativa – specifichiamo - è Ministeriale, il Comune non ha dato patrocinio'.
Redazione Pressa
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